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Vestiti e giocattoli usati: riuso e riciclo per vivere green

Educare il bambino al consumo sostenibile

Federica Federico

di Federica Federico

27 Febbraio 2013

Educare il bambino al consumo sostenibileL’ecologia, il consumo eco sostenibile e raziocinante, il risparmio, il riciclo ed il riuso sono i concetti più espressivi e significati del vivere green ovvero del progredire seguendo un’etica sostenibile e biocompatibile.

  • Bio è oggi una definizione “violata dalla moda e abusato dai media”.

Bio è una parola che affonda la sua radice etimologica nell’antica lingua greca dove βιοσ significava semplicemente “vita o essere vivente”;

il termine compatibile proviene, invece, dal latino, i latini parlavano di cum patior traducibile come “partecipare a” o “essere in sintonia con”. Ecco che qualcuno o qualche cosa è biocompatibile quando è in armonia con la vita e con l’esistenza, quindi con la natura.

Il progresso, inteso nella più distruttiva accezione moderna, ha sovente distratto l’uomo dalla questione nodale della biocompatibilità. Tuttavia oggi l’individuo può scegliere di vivere in maniera più Educare il bambino al consumo sostenibilesaggiamente ecosostenibile e può farlo senza per questo rinunciare a tutti gli spunti positivi che la modernità offre.

  • Esiste però un pericolo da cui l’uomo deve allontanarsi cautamente:

il recupero di un rapporto rispettoso con la natura deve passare attraverso il ragionato mutamento di alcune comuni abitudini di vita, non deve essere, invece, animato da una adesione alle tante “mode green” che esplodono, cambiano, mutano e muoiono come semplici fenomeni di costume.

La società contemporanea è fatta di eccessi, sovente l’uomo si lascia affascinare da filoni di pensiero e idee alla moda e più che aderire a delle filosofie di vita si abbandona ad esse seguendole come si segue un trend. Educare il bambino al consumo sostenibileMa affinché il mondo tutto adotti uno stile di vita più ecosostenibile non bastano le mode, sono necessarie vere e proprie rivoluzioni di costume che partano dalla educazione dei bambini al consumo sostenibile, al riciclo ed al riuso.

Consumo sostenibile, riciclo e riuso non sono però concetti teorici, essi sono pratici esempi di come la vita moderna possa coordinare le sue logiche (anche economiche) a dinamiche di crescita più rispettose della natura.

Educare il bambino al consumo sostenibile– “Mamma ma io sono ecologico?” –

fu questa domanda di mio figlio a richiamarmi alle mie responsabilità green.

Quella che il bambino mi mosse fu un’interrogazione spontanea ma decisa che mi lasciò in qualche modo “insoddisfatta di me stessa”.

In quell’occasione affrontammo, bidoni alla mano, il tema della raccolta differenziata;  ragionammo sulla scelta della spesa a kilometro zero (che nella nostra famiglia è legge); discutemmo sull’uso che comunemente facciamo dei detersivi alla spinta e in maniera molto teorica affrontammo il concetto del “riuso”.

Uno dei mali comuni delle società contemporanee è la sovrapproduzione di beni di uso comune, da essa dipende la promozione dell’acquisto anche Educare il bambino al consumo sostenibile“non utile” e da essa discende il consumismo con la grigia appendice dell’inquinamento. Per cui “sovente ci troviamo a disfarci di cose che ancora sono buone, belle e utilizzabili”.

Questo fu il modo in cui spiegai al mio bambino cos’è in teoria il “consumismo”. Ma devo confessare che non fui affatto capace di supportare la mia spiegazione con esempi concreti volti a dimostrare come possa essere conveniente riutilizzare anzicchè buttare.

A dibattito concluso, ripensando alle domande di mio figlio mi sentì chiamata ad una responsabilità seria: sovrapproduzione

educare secondo natura e nel rispetto di una vita quanto più possibile bio sostenibile.

Metaforicamente mio figlio mi aveva chiamato ad assistere a una di quelle piogge estive di fine agosto, improvvise ma fitte e incessanti, uno di quegli eventi che ti ricordano che tu sei parte della natura e dipendi da essa.

  • Il dato finale della lezione di vita che il bambino mi aveva chiesto di dargli era uno: il concetto di riutilizzo dei beni di consumo non aveva spazio pratico nella vita della mia famiglia, qui si consuma ma non si riutilizzava.

Ma qualcosa è cambiato … il cambiamento è avvenuto grazie alla rete che mi ha dato modo di adottare una strategia di riuso educativamente efficace, ecocompatibile, capace di produrre risparmio per la mia famiglia e contemporaneamente di “muovere un’economia moderna ma green”.

  • Ecco cosa è accaduto nella mia casa e nella vita della mia famiglia:

grazie ad un contatto facebook ho scoperto un negozio di indumenti, accessori e giocattoli per bambini di “seconda mano”: secondamanina.

Partendo da una logica del tutto anticonsumistica i beni usati dai bambini possono essere rimessi sul mercato, rivenduti ad un prezzo pattuito e riutilizzati.

Molto spesso i capi di abbigliamento baby e i giocattoli non hanno neanche il tempo di invecchiare indossati e adoperati dai bimbi che crescono con grande fretta,  ciò massimizza la convenienza del riuso: è possibile riutilizzare cose praticamente nuove, pagandole cifre praticamente irrisorie.

Ed ecco cos’è arrivato a casa mia: “Il pacco ecologico del riuso”.
giocattoli usati

  • Questo il risultato di un contenuto materiale ma anche educativo e morale:

un giocattolo perfettamente funzionante, così ben tenuto da sembrare nuovo, in perfetto stile dinosauri di Jurassic Park; due scarpe da ballerina intonse; abiti a tema con i personaggi più amati dai bambini … e, cosa più importante, due cuccioli d’uomo felici e molto green.

gioco

gioco

Un pacco … e dentro c’era sia il coraggio di una donna imprenditrice, che ha scelto di avviare una vestiti usati bambiniattività eticamente coordinata tra commercio e vita ecosostenibile (quindi una attività moderna), sia la possibilità per molte mamme come me di risparmiare e contemporaneamente educare i figli a consumare in modo intelligente contrastando inquinamento e sovra produzione, consumismo e spreco.

Oggi i miei figli non solo sanno cos’è il riuso ma consapevolmente e senza “rinuncie sociali” hanno aderito ad una fattiva logica di riutilizzo dei beni materiali … comprendendo che si può vivere meglio e con i medesimi vantaggi di sempre anche se si sceglie di consumare non per primi ma per secondi, adoperando beni di seconda mano (o di secondamanina).

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