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Una cimice nella sala operatoria dell’ospedale di Bergamo

Cimice all'ospedale papa Giovanni XXIII, il chirurgo la trova sui suoi indumenti durante un'operazione in day surgery con il paziente sveglio che assiste alla scena

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

28 Febbraio 2013

Milano. E’ successo martedì 26 febbraio. Il chirurgo del nuovo ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ha avuto un assistente non desiderato in day surgery: una cimice.

Non una cimice nel senso di microfono per spiare bensì un animale. E ancor peggio, il paziente che stava per essere operato, essendo sveglio, ha assistito a tutta la scena. Il chirurgo se l’è ritrovata sulla spalla in procinto di operare: sente qualcosa muoversi sul suo collo e scopre l’ospite.

Tutti hanno alzato gli occhi al soffitto. Ma i controsoffitti nelle sale operatorie sono comunque sigillati.

I responsabili dell’ospedale sono corsi ai ripari giustificando la visita della cimice:  “è stato individuato un insetto, con tutta probabilità proveniente dall’esterno. Potrebbe essersi introdotto attraverso l’imballaggio dei materiali consegnati quotidianamente, farmaci e dispositivi, oppure attraverso gli indumenti che gli operatori indossano sotto gli abiti sterili”. A pochi mesi dall’apertura l’azienda si era già ritrovata le critiche dell’opinione pubblica per aver isolato un fungo che procura infezioni alle vie respiratorie, in quattro pazienti del reparto di terapia intensiva, poi deceduti.

La nota dell’ospedale tende dunque a minimizzare ulteriori possibili problemi: “Che un insetto si introduca dall’esterno è una circostanza sempre possibile: è successo anche ai Riuniti e può succedere in qualunque ospedale” .

In ogni caso l’azienda ospedaliera ha pensato bene di sostituire tutti i filtri dell’impianto di aerazione del reparto terapia intensiva.

 

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