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Allergie alimentari bambini, prevenzione

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

01 Marzo 2013

allergie alimentari bambini, prevenzione In Italia circa il 6% dei bambini con meno di tre anni soffre di allergie alimentari.  L’ allergia alimentare è una reazione spropositata ad un alimento. Le reazioni agli alimenti possono essere lievi o talmente importanti da indurre alla morte.

Differente discorso va fatto per le intolleranze, che di solito sono reazioni silenti del corpo verso un determinato alimento.

Ma le allergie possono anche essere superate, cioè si può diventare tolleranti verso un alimento a cui si è allergici.

Le allergie vengono determinate già nella prima infanzia. La più diffusa nei bambini al di stotto di un anno di vita è l’allergia al latte vaccino, che spesso si risolve entro i 5 anni, sebbene gli allergici potrebbero sviluppare altre allergie nel corso della loro vita.

Allergie alla frutta secca o ai crostacei, anche se con un incidenza minore nei bambini, difficilmente si superano crescendo.

Ecco dunque una lista di cibi che sviluppano più facilmente allergie:

  • uovo
  • latte
  • frutta secca
  • crostacei e molluschi

I sintomi più comuni delle allergie sono malori gastrointestinale (nausea, vomito, diarrea), reazioni cutanee (rigonfiamenti della cute, pruriti, bruciori) e respiratorie (asma) o sintomi generalizzati da shock anafilattico.

Come fare per combattere l’ insorgenza di allergie alimentari in età pediatrica? La Siaip (Società italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica) ha recentemente lanciato una campagna di sensibilizzazione tramite un sito (www.allergiebaby.it), campagne pubblicitarie e la diffusione di depliants informativi.

I consigli sono quelli da osservare anche per tutti i neonati, principalmente con quelli di cui si conoscono le potenziali cause di allergia dovute a fattori ereditari:

  • Allattamento esclusivo al seno fino ad almeno i primi sei mesi di vita
  • Svezzamento non prima dei 4-6 mesi
  • Inserimento graduale dei cibi in modo da individuare tempestivamente fattori allergici (non più di un alimento per volta).

Introduzione dopo l’anno di vita di alcuni cibi particolarmente “difficili” come frutta con guscio e crostacei, kiwi, sedano.

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