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Bambino russo adottato da una famiglia americana: è morto in circostanze misteriose

Muore un bimbo russo adottato in USA. Cause accidentali o percosse della madre adottiva?

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

03 Marzo 2013

Russia E Stati Uniti sono ai ferri corti. E questa volta il motivo è la morte di un bimbo di appena tre anni.

Maxim Kuzmin è un bimbo russo adottato qualche tempo fa da una famiglia texana. E’ morto il 21 gennaio in circostanze che la Russia definisce oscure e misteriose. E’ stato trovato senza vita nel giardino di casa dei genitori adottivi.

L’autopsia USA ha rivelato che Maxim è morto per cause accidentali, a causa di una lacerazione di una arteria addominale. I lividi che appaiono sul corpo, sempre a detta del rapporto, sarebbero stati autoinflitti, a causa delle turbe psichiche di cui soffre. Sembra che Maxim fosse figlio di una donna alcolizzata.

Il Cremino ha tutt’altra versione. Le cause, a detta del governo russo non sarebbero accidentali, come sostiene Washington. Sembra che il bimbo fosse maltrattato e percosso dalla madre adottiva.

La prima a scagliarsi contro questo referto è Irina Bergset, coordinatrice del movimento Madri Russe: “Trattano i bambini russi come cani o gatti”

Konstantin Dolgov incaricato per i diritti umani del ministero degli esteri russo ha chiesto tutti i documenti che possano chiarire la situazione: autopsia e certificato di morte. I punti da precisare sono molti, primo fra tutti come mai dall’autopsia non si rivela traccia degli psicofarmaci che la madre adottiva dava a Maxim, farmaci che i genitori avevano riferito di somministrare al bambino.

Le autorità americane nel frattempo hanno scagionato i genitori adottivi dall’accusa di omicidio, anche se non hanno escluso una condanna per negligenza per avere lasciato Maxim solo nel giardino.

Il governo russo potrebbe addirittura procedere con il rimpatrio del fratellino di Maxim, Kirill Kuzmin, 2 anni, adottato dalla stessa famiglia. Lo ha annunciato Dmitri Peskov, portavoce del Cremino, che però ha anche ammesso di essere davanti ad un caso difficile, visto che l’adozione dei bambini è avvenuta in modo legale nel rispetto di tutte le leggi.

Già oltre 20 mila a Mosca sono scesi in piazza per manifestare a favore del ritorno di Kirill in patria. E anche qui si accendono le polemiche. Sembra che i manifestanti siano stati pagati per “scendere in piazza”

E purtroppo casi come questi scoperchiano però guerre ben più subdole, quelle diplomatiche tra due paesi che non hanno ancora chiuso tutti i conti. Sembra infatti che il divieto di adozione di bimbi russi da parte di cittadini Usa possa essere una ritorsione alla legge americana Magnitski.

Legge che espulse alcuni funzionari sovietici ritenuti colpevoli della morte in un carcere russo dell’avvocato Magnitski, che agiva contro la corruzione.

Lo spunto all’ondata antiamericana è adesso la morte di Maxim.

Qualche tempo fa d’altronde anche l’ America ebbe un rigurgito antisovietico che portò 30 mila persone a manifestare contro orfanotrofi lager in Russia, che rinchiudono numerosi bambini, che gli stessi russi non adottano perché disabili o malati.

Raffredamento dei rapporti insomma, tra Putin e Obama.

Ma tutti auspichiamo che non ne facciano le spese bambini come Maxim.

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