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Alcol in gravidanza: aumenta il rischio di morte in culla

Una ricerca dell'Università di Perth (Australia) compara dati di donne bevitrici in gravidanza. Il rischio di morte in culla aumenta di sette volte

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

04 Marzo 2013

La Sids (Sudden Infant Death Sindrome) è chiamta in Italia morte in culla. Si tratta di un decesso improvviso dei bambini a prima vista sani.

Adesso uno studio dell’Università di Curtin, a Perth in Australia, ha collegato i casi di Sids, uno su sei per la precisione, all’assunzione di alcool da parte delle madri durante il periodo di gravidanza.

Lo studio sembra aver rilevato che l’esposizione all’alcol del feto in utero può creare un ambiente pericoloso per il piccolo, anche dopo la nascita.

Precedentemente la Sids era stata collegata, da precedenti studi, ai danni da fumo, ma non erano stati mai studiate le conseguenze dell’alcol in gravidanza.

Lo studio ha considerato circa 78 mila donne che hanno partorito tra il 1983 e fino al 2005. Si è poi confrontato il numero di Sids con le donne con problemi di alcol. Il rischio di Sids in puerpere diagnosticate bevitrici era aumentato di ben sette volte.

La ricerca ha evidenziato inoltre che altri fattori aumentano il rischio di Sids: ad esempio l’inalazione di fumo da sigarette, infezioni e incuria.

Conclude Colleen O’ Leary, del centro ricerche dell’Università: “I risultati dello studio indicano che l’uso regolare di alcol da parte della madre aumenta il rischio di Sids, sia tramite effetto diretto sul feto sia indirettamente tramite fattori ambientali di rischio”.

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