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Hugo Chavez: è morto il presidente del Venezuela

Chavez morto: il presidente venezuelano Hugo Chavez è morto

Federica Federico

di Federica Federico

06 Marzo 2013

Hugo Chavez: è morto il presidente del Venezuela Vivremo e vinceremo!” queste sono state le ultime parole pubbliche di Hugo Chavez, il presidente del Venezuela così aveva scritto non molti giorni fa in un tweet destinato al popolo della sua terra e al popolo del mondo. Ma il messaggio di speranza di Chavez si è definitivamente interrotto ieri, quando alle 16:25, ora venezuelana, il presidente si è spento.

Hugo Chavez è morto, vinto da un cancro inesorabile contro cui da tempo combatteva la sua più dura battaglia.

Chavez ha segnato la storia del mondo, oltre che quella venezuelana, la sua è stata una vita da presidente completamente ispirata al risorgimento della sua terra natia.

  • Nei primi anni novanta Hugo Chávez fondò il partito politico “Movimento Quinta Repubblica. Il progetto politico di Chavez nacque con un aperto intento riformatore, il partito rappresentava la scelta di una “rivoluzione democratica” a cui Chavez arrivava dopo un fallimentare colpo di Stato, tentativo meno democratico di detronizzare l’allora presidente Carlos Andrés Pérez.  Hugo Chavez: è morto il presidente del Venezuela
  • Grazie al “Movimento Quinta RepubblicaChávez fu eletto presidente nel 1998, successivamente fu rieletto nel 2000, nel 2006 e nel 2012.

Dal 1998 al 2000, in soli due anni, il Venezuela, animato dalla ideologia del Movimento, riformò completamente il suo sistema amministrativo e di governo.

  • Il 6 dicembre 1998 il “Movimento Quinta Repubblica” trionfava alle elezioni presidenziali venezuelane  conquistando il 56,2% dei voti. Fedele alla campagna elettorale, ispirata alla necessità di una nuova costituzione capace di sostenere una rinascita del paese Chávez, come immediato atto ufficiale della sua reggenza, indisse un referendum, il primo nella storia del Venezuela: chiese al popolo il mandato per la stesura di una nuova carta costituzionale.

Quella consultazione referendaria dimostrò la sentita esigenza del Venezuela di rinnovare se stesso e i suoi stessi sistemi di governo.

Hugo Chavez: è morto il presidente del Venezuela Il Venezuela di allora era un paese lacerato dalla povertà, dalla miseria e dalla disperazione. Si stima che oltre l’87% della popolazione vivesse in condizioni di povertà e il 47% dei venezuelani fosse vittima di una povertà definibile come critica.

  • Chavez accese i riflettori sui diritti umani e introdusse nello Stato il concetto di “Repubblica”.

Proprio in ragione del nuovo assetto repubblicano, una volta approvata la costituzione, tutte le cariche elettive dovettero rimettere il loro mandato e la decisione  relativa alla rappresentanza politica dei posti divenuti vacanti fu affidata al voto popolare. Lo stesso Chávez, in qualità di presidente, rimise il suo mandato e chiese al popolo nuova fiducia, quella che gli fu, appunto, accordata con la rielezione del 30 luglio del 2000. Da allora ad ieri Chavez è stato il presidente del Venezuela … un presidente duraturo, discusso e discutibile, critico e criticato.

C’è una frase di Chavez rimasta celebre ed è una frase assai capace di sintetizzare lo spirito di una politica profusa per una terra ancora “in via di sviluppo”, le parole memorabili, pronunciate dal presidente durante il Discorso alla sessione per il 60º anniversario dell’ONU, recitavano così:

Hugo Chavez: è morto il presidente del Venezuela « Simón Bolívar, padre della nostra Patria e guida della nostra Rivoluzione, giurò di non dare riposo alle sue braccia, né dare riposo alla sua anima, fino a vedere l’America libera. Noi non daremo riposo alle nostre braccia, né riposo alla nostra anima fino a quando non sarà salva l’umanità »

A Bolìvar, generale patriota venezuelano, fu ispirata l’intera filosofia politica di Chavez, una dottrina nazionalista di sinistra ispirata alla lotto all’analfabetismo, alla malnutrizione, alla povertà diffusa, alla emarginazione politica e culturale. Questo non equivale a dire che Chavez abbia risanato il Venezuela.

Il  The Economist ha rivelato che Caracas è diventata la terza città più violenta del Sud America, dopo Ciudad Juárez e Bogotá. Inoltre spesso gli organi di stampa hanno denunciato le implicazioni della polizia in atti ed attività criminose. Amnesty International ha per parte sua ripetutamente informato della gravità delle condizioni carcerarie. Si è sempre discusso sulla libertà di stampa, di divulgazione e di indirizzo delle informazioni.

I rapporti tra il Venezuela ed il resto del mondo non sono mai stati semplici, tesi o comunque sempre vivamente sensibili quelli con la superpotenza americana.

Emblematica resta quell’Assemblea generale dell’Onu in cui Chavez indicò George W. Bush chiamandolo «il diavolo» e prendendo il posto del presidente americano sul podio Hugo Chavez si segnò con la croce.

Chavez indicò George W. Bush chiamandolo «il diavolo» Quel segno della croce e quelle parole sono rimaste nella storia come il sunto di una tensione politica difficile da stemperare. E in questo il petrolio, di cui il Venezuela è ricco, ha avuto sempre un suo peso rilevante.

Chavez indicò George W. Bush chiamandolo «il diavolo» Nella morte di Chavez c’è anche chi legge un improbabile se non impossibile complotto a stelle e strisce, Washington  non entra nella polemica (più giornalistica che storica) del cosiddetto “contagio di Chavez”.

Chavez MORTO IL PREsidenteIl vicepresidente venezuelano Maduro ha dichiarato: << Non abbiamo dubbi sul fatto che il comandante sia stato attaccato con questa malattia>>. Queste parole, non supportate da alcun dato scientifico, suonano quasi come una prima propaganda elettorale.

Intanto  secondo il presidente americano oggi si apre un nuovo capitolo della storia venezuelana, proprio  Barack Obama scrive: «Gli Stati Uniti ribadiscono il loro sostegno al popolo venezuelano e il loro interesse per lo sviluppo di un rapporto costruttivo con il governo venezuelano».

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