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Bambini soldato: foto di propaganda su facebook, è uno scandalo

Immagini di piccolissimi coi fucili in mano. Il sito Vocativ pubblica scatti di guerra civile in Siria

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

26 Marzo 2013

La Siria è in piena guerra civile.

Dalle manifestazioni della primavera araba nel 2011 il regime di Bashar Al Assad ha ucciso oltre 90.000 persone (Ultimo bilancio delle nazioni Unite).

Molte di queste vittime sonno bambini.

Ma forse peggiore, se ci può essere qualcosa di peggio dei bambini vittime dei mortai, è il messaggio che sta passando da questa guerra, indirizzato proprio ai piccolissimi.

Bambini con i fucili in mano, pensano che sia “cool”. Il pericolo è proprio il lavaggio del cervello che subiscono.

 Un rapporto Unicef del 2012 evidenzia come il numero dei bambini soldato sia aumentato negli ultimi anni: i bambini sono più obbedienti, non costano nulla, sono volontari e più facilmente manipolabili.

Proprio la guerra in Siria è un’occasione impedibile per gli estremisti della Jihad.

Ma anche in altre parti del mondo come l’Uganda e il Mozambico i bambini rappresentano una risorsa per i guerriglieri: nel mondo sono oltre 250 mila i bambini soldato (fonte: Human Rights Watch).

Facebook non si lascia scappare quest’occasione, purtroppo: foto sul social network di bambini con i fucili puntati, piccoli istigati alla guerra santa, usati come propaganda, confusi nel vortice delle ostilità. Non sanno neanche cosa stanno facendo, ma sono quasi orgogliosi.

Sul sito Vocativ un servizio con queste immagini.

Joshua Landis, direttore del Centro Studi del Medio Oriente, dichiara: “Non c’è dubbio che i giovani verranno risucchiati nel conflitto. E lo faranno in maniera assolutamente volontaria”.

E l’Occidente sta a guardare.

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