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Patrizia Moretti, madre di Aldrovandi a La7 da Santoro

La madre di Federico Aldrovandi, giovane ferrarese ucciso da 4 poliziotti nel 2005, racconta la sua versione di quanto accaduto mercoledì

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

29 Marzo 2013

Patrizia Moretti davanti alle telecamere di Servizio Pubblico.

Ieri sera è andata in onda la trasmissione di Santoro, il quale ha dato spazio alla mamma di Federico Aldrovandi, a quasi 8 anni dalla sua uccisione.

Federico Aldrovandi, 19 anni ferrarese, fu ucciso dalle percosse una notte che  fu fermato da quattro poliziotti. Nel giugno del 2012 la Cassazione ha confermato la condanna a tre anni e 6 mesi di carcere per i quattro. Condanna ridottasi a 6 mesi per effetto dell’indulto del 2006.

Patrizia Moretti, madre del ragazzo, è stata “vittima” in un certo senso di una situazione incresciosa delineatasi mercoledì 27 nella sua città Ferrara.

Un gruppetto di sindacalisti del Coisp, sindacato della Polizia, comincia a manifestare, guarda caso, proprio sotto la finestra della signora Patrizia, gridando slogan a favore dei poliziotti in carcere.

Interviene il sindaco di Ferrara, che viene aggredito, e infine lei scende dal suo ufficio del comune con la foto del figlio massacrato in mano.

A Servizio Pubblico la Moretti racconta:

“Da un mese un furgone del COISP percorre la città, con uno striscione di solidarietà ai 4 poliziotti, tre uomini e una donna, che hanno ucciso mio figlio. Ora tre sono ancora in carcere. A me non piace, mi fa soffrire, ma speravo smettessero, non vedo l’ora di considerare la vicenda chiusa, le condanne ci sono state, le sentenze sono state pesanti. Ho ottenuto giustizia, anche se è una giustizia e una verità parziale, dopo depistaggi e insabbiamenti (che vengono ammessi nelle sentenze).

 

Patrizia continua il suo intervento. Doveva essere tutto finito con la sentenza della Cassazione, ma sembra invece che il supplizio continui. E riprende il suo intervento: .

“Ora arrivano questi, piombano dal nulla, non hanno una parte nella tragedia, poi dopo aver girato intorno al comune per giorni l’altro giorno vengono sotto le finestre del municipio. Non credo a quello che dicono, che non sapevano che lavorassi lì. Ferrara è una città piccola, poi è da otto anni che si parla del caso”

.

Lo slogan dei manifestanti era: Delinquenti liberi, poliziotti in galera… ma potremmo concordare tutti con la signora Patrizia: Quattro poliziotti  sono stati condannati per omicidio, che altro ci vuole per definirli delinquenti?

“Il sindaco ha chiesto che si spostassero” continua Patrizia ” e loro hanno detto che avevano il permesso e si sono rifiutati di spostarsi. I manifestanti volevano mantenere la posizione e restare lì. A questo si è aggiunto l’intervento di un signore grosso il doppio del sindaco, che ha cominciato a urlargli contro.”

Quando poi la situazione è divenuta incontrollabile Patrizia è scesa in piazza con la foto del figlio morto, per guardarli in faccia, e i manifestanti solo a quel punto si sono allontanati.

“Vorrei che capiste cosa mi costa esporre quella fotografia: l’ho dovuta presentare perché loro tendono a vendere una loro versione trita e ritrita che tende a trasformare i colpevoli in vittime, io stamattina li ho querelati perché nel loro congresso hanno detto che la foto è taroccata”

Ha concluso la signora Moretti.

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