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Adotta un topo: ecco come salvare una cavia

L'organizzazione "Vita da Topi" lancia le adozioni di animali da laboratorio scampati alla vivisezione

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

02 Aprile 2013

Sicuramente almeno una volta nella vita sarà capitato a tutte le mamme di sentirsi fare questa richiesta dai propri figli: “compriamo un animale?”

I bambini spesso vogliono la compagnia a casa di un animale domestico, e l’alternativa al cane o al gatto la potrebbero dare iniziative come quella proposta dall’organizzazione “Vita da topi”.

Dal 2004 infatti questa organizzazione ha salvato dalla vivisezione quasi 4mila animali da laboratorio, li ha “riabilitati” alla vita fuori dalle gabbie dei laboratori e li ha dati in adozione a famiglie.

Adottare un topo può dunque essere non solo un modo di prendersi cura di un animale, ma anche e soprattutto un aiuto per questi animali che possono avere così una seconda chance.

Spesso infatti i laboratori danno i propri animali ad organizzazioni come “Vita da topi” al termine di un progetto, quando se ne comprano in soprannumero, quando si passa a metodi alternativi o quando i laboratori stessi chiudono.

Dopo un periodo di riabilitazione alla vita fuori dai laboratori gli animali vengono dati in adozione, e le famiglie ne sono entusiaste. Molte le testimonianze raccolte di come cavie e topi siano davvero animali da compagnia:

“Già dopo un paio di mesi veniva a salutarmi ogni volta che entravo nella stanza, io gli aprivo la gabbia, lui mi saliva in mano e veniva a darmi i bacini”.

“I ratti sono animali saggi. Sono riflessivi, van d’accordo tra loro, sono capaci di un attaccamento e un affetto fuori dal comune.”

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