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Naufragio Concordia: Costa patteggia ma Schettino rivuole la sua moto

La compagnia Costa Crociere patteggia per 1 milione di euro. Il comandante Francesco Schettino chiede che i suoi beni vengano dissequestrati

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

11 Aprile 2013

Concordia: Costa patteggia  Ieri, dopo una camera di consiglio di circa un’ora, Valeria Montesarchio, gip di Grosseto, ha accolto la richiesta di patteggiamento avanzata dalla compagnia Costa Crociere S.p.A.: la società dovrà pagare all’erario una sanzione amministrativa di 1 milione di euro.

Questo il commento dell’avvocato difensore della compagnia, Marco De Luca:

“È la soluzione più ragionevole rispetto a quello che è accaduto. È una soluzione equilibrata. La sentenza di patteggiamento recepisce l’applicazione di una sanzione amministrativa, in linea con l’indirizzo già emerso dopo il consenso avuto dalla procura”.

Grazie alla suddetta sentenza, la Costa Crociere esce dall’inchiesta sul naufragio della nave Costa Concordia avvenuto il 13 gennaio del 2012.

Tuttavia non si è ancora conclusa la parte inerente i risarcimenti: qualora vi fossero dipendenti e/o passeggeri che decidano di tentar causa contro la compagnia di navigazione, quest’ultima verrà richiamata a giudizio.

Intanto l’avvocato De Luca fa ulteriormente sapere che la Costa si costituirà parte civile nel processo al fine di richiedere il risarcimento dovuto alla perdita della nave.

Nella stessa giornata si è anche discusso del ricorso effettuato dal comandate Francesco Schettino in merito al sequestro preventivo dei suoi beni che fu disposto dal giudice Pietro Molino durante l’udienza preliminare.

Oltre alla casa di Meta di Sorrento, all’auto e al garage, anche la sua amata moto, una Honda Varadero 1000, è stata messa sotto sequestro come garanzia del pagamento delle spese processuali e di eventuali pene pecuniarie. Una gran turismo bicilindrica alla quale il comandate tiene molto, come ha lui stesso dichiarato “Ci tengo molto alla moto, anche più dell’auto”, tanto da indurlo ad effettuare un ricorso verso tale provvedimento.

Ricorso poi respinto dal collegio del riesame di Grosseto, riunitosi ieri, presieduto da Michele Addimandi.

Il gup Molino ha predisposto il sequestro del patrimonio anche per Manrico Giampedroni, l’hotel director della Costa Concordia, e Roberto Ferrarini, fleet crisis coordinator di Costa Crociere.

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