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Martin il bambino morto a Boston, mentre correva ad abbracciare il papà: ecco la sua vera foto

Martin Richard, la più giovane vittima della maratona di Boston: ecco le vere foto

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

17 Aprile 2013

  bambino di 8 anni vittima maratona BostonQuella che vedete qui a lato è la vera foto del bambino di otto anni che ha perso la vita nella tragica esplosione avvenuta lunedì durante la celebre maratona di Boston, la vera foto di Martin Richard.

Cosa sia accaduto a questo bambino è stato riportato dai giornali, dai media e dai portali web  di molti Paesi; quello che purtroppo non tutti ancora sanno è che al suo nome, alla tragedia che ha colpito un’intera famiglia, sono stati associati altri volti.

Durante la corsa alla solidarietà verso le 3 vittime infatti in molti hanno frainteso, involontariamente o meno, la condivisione partita sui social network dedicata alla piccola vittima.

 bambino di 8 anni vittima maratona BostonAl fine di commemorare Martin, molti hanno creato alcuni post utilizzando ben 2 foto di altrettanti bambini, un maschio ed una femmina entrambi corridori, come “simbolo”, un segno di rispetto verso la vittima più giovane.

“R.I.P. to the 8 years-old who died in Boston’s explosions, while running for the Sandy Hook kids – retweet for respect”… questo il post di accompagnamento, un augurio che la piccolo vittima di 8 anni possa riposare in pace.

Nessun riferimento alla foto, nessuna indicazione sul nome, nessuna frase che identifichi come  bambino di 8 anni vittima maratona Bostonvittima uno dei due piccoli corridori utilizzati come “simbolo”.

L’uso delle immagini di questi bambini estranei alla vicenda di Boston è un “simbolo” che, personalmente, ritengo errato:

– perchè usare foto di bambini diversi da quelli deceduti?

E’ evidente che la foto di un bambino catturi il lettore e lo induca nell’equivoco di identificare il bambino morto col bimbo ritratto nell’immagine, per evitare questo “tranello emozionante” si sarebbe potuto utilizzare una candela oppure un piccolo angelo al fine di adoperare appunto un vero e proprio “simbolo”.

 bambino di 8 anni vittima maratona BostonEppure non sono mancati coloro che, nonostante l’incertezza, hanno voluto trarre un personale vantaggio da una così tragica storia, persone che in gergo giornalistico verrebbero definiti sciacalli.

Nella corsa allo scoop, nella caccia alle notizie e nella frenetica intenzione di voler essere i primi a fornire informazioni, seppure errate, per ottenere dei benefici, spesso ci si dimentica che si sta parlando di bambini, piccoli esseri la cui vita è stata strappata via in modo violento.

Così le foto dell’11enne Tyler Heggie, il bambino con la pettorina n° 1256, e la bambina di 9 anni con la pettorina n° 1035 , entrambi non presenti alla maratona, ieri hanno riempito e commosso il web.

Ritengo ci sia un’incommensurabile differenza tra il raccontare una storia o esporre dei fatti e fare dello sciacallaggio e sostengo che il rispetto può essere dimostrato soprattutto con il silenzio; una volta terminato questo il valore del ricordo diviene ancora più importante e significativo.

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