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Gravidanza: test di Coombs indiretto e MEN

Angelica

di Mamma Angelica

04 Giugno 2010

Il test di Coombs indiretto è un esame del siero (sangue privato dei fattori della coagulazione) che si esegue in gravidanza e serve per vedere se il nostro organismo ha sviluppato degli anticorpi anti eritrociti e prevenire perciò la Malattia Emolitica Neonatale (MEN).

Ma partiamo dall’inizio.
Cos’è la MEN?

La MEN è una malattia causata da un’incompatibilità di gruppo materno -fetale.

Questa  incompatibilità si presenta se da madre Rh negativo e padre Rh positivo nasce un figlio Rh positivo che determina nella madre la produzione di anticorpi anti -Rh. Questi anticorpi passano attraverso la placenta e provocano la rottura dei globuli rossi fetali (emolisi)con conseguente ittero (dovuto all’accumulo nel sangue della bilirubina, derivata dalla demolizione dell’emoglobina nel fegato), anemia, alterazioni neurologiche ( la bilirubina è tossica per le cellule nervose) e nei casi più gravi morte fetale.

Un altro tipo di incompatibilità è quella AB0 e si verifica se la madre è gruppo 0 e il feto gruppo A o B ,se la madre è A e il feto B o viceversa. La MEN da AB0 a differenza di quella da Rh può colpire anche il primo figlio in quanto gli anticorpi anti-A o anti-B sono normalmente presenti nel nostro organismo,ed anche se è più frequente solitamente ha risvolti benigni e non compromette la salute del feto che generalmente si presenta affetto da ittero di livelli contenuti,facilmente contrastabile con la fototerapia . Come si combatte?
Se la bilirubina non è eccessivamente alta si può intervenire esponendo il neonato a particolari lampade a luce fredda che la trasformano facilitandone l’eliminazione,se invece è molto elevata è necessario intervenire sostituendo il suo sangue con altro sangue Rh negativo attraverso la vena ombelicale.


La ricerca degli anticorpi anti -Rh solitamente si effettua alla 22° ed alla 34° settimana di gestazione e nel caso in cui sia rilevata la presenza di questi anticorpi è consigliabile fare un’amniocentesi per accertare la presenza di un’eventuale malattia emolitica del feto.
In caso di risultati fortemente patologici si procede con una trasfusione intrauterina di globuli rossi Rh negativi o si procede con un parto prematuro al 7° mese di gravidanza per evitare che negli ultimi mesi di gestazione questi anticorpi passino dalla madre al feto.

Si può prevenire?
Per fortuna oggi si può scongiurare questo pericolo iniettando alla madre,entro 3 giorni dal parto,delle gammaglobuline che bloccano la formazione di anticorpi anti- Rh e ripetendo questa iniezione ogni volta che nasce un figlio Rh positivo.
Per evitare tutto ciò è importante conoscere sia il proprio gruppo sanguigno che quello del partner e ricordarsi che, anche se è difficile che questa malattia si manifesti nella prima gravidanza, in qualche modo il sangue materno potrebbe essere  venuto a contatto con un sangue Rh positivo, ad esempio con una trasfusione o durante un aborto.

Questo articolo ha carattere divulgativo
e non sostituisce il parere del medico che, ove necessario, deve sempre essere richiesto.

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