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Una storia vera di amore e solidarietà: Letizia adotta la mamma straniera e il suo bambino

Un'impiegata di Roma ha visto la donna rumena sola in ospedale e l'ha aiutata durante il parto. Ora stanno insieme, e Letizia chiede aiuto per mantenere mamma e figlio

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

26 Aprile 2013

La storia di Letizia e Maria è di quelle che va raccontata, e che apre il cuore pensando che gente così esiste e va conosciuta e incoraggiata.

Maria è una donna Rumena che, venuta in vacanza con il marito incinta, un giorno si ritrova sola con un biglietto nel quale c’è scritto “Torna in Romania da Sola”. Era stata abbandonata.

Nel bel mezzo della stazione Termini si sente male e con l’aiuto di un taxista raggiunge l’ospedale. Spaesata e dolorante, in una sala d’aspetto del reparto di ginecologia incontra gli occhi di Letizia, impiegata romana in ospedale per una visita. Patrizia si accorge delle difficoltà della giovane straniera e tenta di aiutarla con il medico.

Affidata alle cure dei dottori Letizia però non riesce a tornare a casa e far finta di niente. Lascia il suo numero di telefono alle infermiere e quando Maria partorisce lei è lì, con quella donna conosciuta da pochissimo, di cui non sa assolutamente nulla, ma che sente di dovere aiutare.

Maria partorisce un bimbo, ma è straniera, conosce poco la lingua, ha paura che, non avendo soldi, il bimbo gli venga tolto. Ma c’è Letizia, per fortuna. Firma le carte per le dimissioni dall’ospedale e “adotta”  mamma e figlio portandoli con sé nella sua casa.

Lerizia è un’impiegata, e allora chiede aiuto, e da lì comincia una catena di solidarietà: chi fa la colletta per comprare il latte, chi regala i vestitini per il piccolo e chi compra i pannolini.

Anche il vicesindaco Sveva Belviso ha espresso solidarietà:

“Siamo vicini alla mamma del piccolo, entrambi possono contare sulla nostra assistenza. Se vuole la giovane mamma e il suo bimbo possono essere inseriti nel programma di assistenza delle case famiglie oppure, nel caso in cui volesse tornare in Romania, potrebbe essere assistitita con il programma di rimpatrio”.

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