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Taglio Cesareo: come avviene e cosa accade alla mamma ed al bimbo durante e dopo l’operazione

DanielaBrancaccio

di Dott.ssa Daniela Brancaccio

26 Novembre 2010

TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE SUL PARTO CESAREO

Un parto cesareo si verifica quando il bambino nasce con un’operazione chirurgica. Il chirurgo spinge delicatamente il bambino attraverso un piccolo taglio praticato sull’addome ( in genere al di sotto della linea bikini) e che attraversa la pareti dell’utero. Tale operazione è effettuata sotto anestesia che può essere spinale, epidurale o totale.

Ci sono molti motivi diversi per i quali si effettua un parto cesareo. Alle volte la decisione può essere presa durante la gravidanza e progettata in anticipo ( cesareo elettivo). Altre invece la decisione viene presa durante il parto ( cesareo di emergenza).

Avere qualcuno accanto nel corso parto, un’ostetrica per esempio, rappresenta, anche durante il parto operatorio, un valido sostegno.  Se esiste anche solo il sospetto di complicanze – eventualmente tali da portare ad un cesareo – non è possibile  partorire in casa ( il parto in casa è pianificabile solo  se non si presentano fattori di rischio elevato,  la pressione alta è uno di tali fattori). In certi casi sono poche le cose che si possono fare per evitare di avere un parto cesareo. Se il bambino è in posizione podalica ( con i piedi che vengono prima) durante la gravidanza, si può effettuare una versione cefalica esterna ( detta anche “rivolgimento”, è una manovra che consente di girare il bimbo intorno alla trentasettesima settimana).

Nel caso in cui ci sia bisogno di un parto cesareo ci sono diversi tipi di anestesia che si possono utilizzare per non sentire dolore. La più nota è quella detta spinale, seguono quella epidurale o combinata ( spinale più epidurale) – si pratica tramite un’iniezione nella regione lombale. Con questo tipo di anestetico si resta  coscienti e si può assistere al momento della nascita. Tale metodo presenta anche meno controindicazioni come per esempio il fatto che con il cesareo praticato in anestesia generale molti bambini potrebbero nascere addormentati.

L’anestesia totale che invece fa perdere coscienza è utilizzata solo se il bambino ha necessità di nascere in fretta o se la madre riscontra rare malattie sanguinee come livelli bassi di piastrine ( che incidono sulla coagulazione del sangue)

A tutte le donne che subiscono un parto cesareo di solito vengono applicate una flebo al braccio e un catetere prima dell’operazione, i quali vanno mantenuti per circa 24 ore. Se si vuole allattare al seno lo si può fare tranquillamente subito dopo il parto. Il post operatorio è doloroso, per non provare un eccessivo dolore dopo l’operazione, nel caso in cui ce ne fosse bisogno, si possono chiedere degli antidolorifici,questi medicinali, praticati nella flebo o attraverso una semplice puntura,  sono molto efficaci. Per evitare coaguli di sangue alle gambe, che in certi casi possono essere problematici, vengono poi effettuate speciali iniezioni e dopo 24 ore la paziente è incoraggiata ad alzarsi e camminare.

Una volta a casa bisogna che la paziente resti tranquilla, per far si che il suo corpo faccia il resto del lavoro. Si può  iniziare delicatamente facendo un po’ di esercizio quando se ne ha voglia. Molti ospedali forniscono informazioni su come praticare esercizi sicuri. Non è affatto raccomandato utilizzare l’aspirapolvere, guidare o fare lavori  faticosi subito dopo il parto. Di solito dopo circa sei settimane dall’operazione si può riprendere a guidare.

Il motivo per cui si ha un cesareo determina la scelta futura del dottore che può consigliare un parto naturale post cesareo o una nuova operazione chirurgica per una eventuale seconda gravidanza. Se si hanno dubbi riguardo alla nascita del bambino è bene parlarne con un’ostetrica o con il medico che ha effettuato l’operazione precedente. Non è insolito provare una lieve delusione se si ha un parto cesareo d’emergenza mentre ci si aspettava un parto naturale.

Oggi il tasso di parti cesarei è in crescita in tutti i paesi occidentali e le ragioni sono molteplici. Molte donne lo scelgono volontariamente, guardare le statistiche del proprio ospedale in merito può aiutare nella decisione. Ovviamente i cesarei non sono esenti da rischi sia per la madre che per il bambino. Ecco i possibili effetti collaterali di tale intervento:

EFFETTI COLLATERALI COMUNI DOPO UN CESAREO

  • Dolore all’addome
  • Lesioni alla vescica
  • Lesioni all’uretere
  • Bisogno di ulteriori interventi chirurgici, isterectomia ( asportazione dell’utero)
  • Necessità di permanenza in terapia intensiva
  • Coaguli di sangue
  • Più lunga permanenza in ospedale
  • Ritorno successivo in ospele
  • Placenta praevia ( che copre l’entrata dell’utero) in una futura gravidanza
  • Lacerazione del ventre in una futura gravidanza
  • Meno probabilità di allattare subito dopo la nascita
  • Maggiore probabilità di aver bisogno di un cesareo in seguito

EFFETTI COLLATERALI MEDIAMENTE COMUNI  DOPO IL CESAREO

  • Emorragie
  • Infezioni della ferita o al rivestimento uterino
  • Lesioni all’utero o agli organi genitali
  • Incontinenza fecale
  • Depressione post partum
  • Mal di schiena
  • Dolore durante i rapporti sessuali

EFFETTI COLLATERALI MENO COMUNI DOPO IL CESAREO

  • Dolore nella zona tra la vagina e l’ano (perineo)
  • Incontinenza della vescica circa tre mesi dopo la nascita
  • Rilassamento dell’utero (prolasso) attraverso la parete vaginale

Il problema più frequente che colpisce i bambini nati con il parto cesareo è la difficoltà respiratoria. Circa 35 bambini su 1000 tra i nati con cesareo manifestano problemi e difficoltà respiratorie subito dopo la nascita, rispetto ai 5 su 1000 che nascono con parto naturale. Tale complicanza però si fa meno frequente se il bambino nasce dopo 39 settimane di gestazione.

Fonte: http://www.midwivesonline.com/parents/parents1//401

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