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Trachea stampata in 3D salva la vita di un bimbo

Una soluzione innovativa per risolvere la tracheobroncomalacia

Licia

di Mamma Licia

24 Maggio 2013

Kaiba oggi ha 20 mesi e sta bene. È nato affetto da una grave malattia respiratoria, la tracheobroncomalacia (Tbm), una patologia che colpisce un neonato su 2.200 e che provoca il collasso della trachea associato a quello dei grossi bronchi.

Le speranze di vita per Kaiba sono arrivate all’età di 3 mesi grazie al lavoro di alcuni ricercatori dell’Università di Ann Arbor, nel Michigan, che hanno progettato e creato una trachea con una stampante 3D tramite un modello ottenuto sulla base dell’immagine radiografica ad alta risoluzione della Tac del neonato: uno scheletro su misura atto a sostenere lo sviluppo della trachea e dei bronchi.

Il supporto bioassorbibile, uscito direttamente dalla stampante 3D, è stato creato utilizzando un polimero semicristallino sintetico biodegradabile (chiamato polycapralactone), destinato, nel giro di qualche anno, ad essere riassorbito dal corpo.

Grazie ad una specifica autorizzazione d’emergenza richiesta dai ricercatori di Ann Arbor alla Food and Drug Administration, i medici del Mott Childrens’ Hospital hanno cucito lo scheletro intorno alle vie respiratorie del piccolo Kaiba; scheletro che dovrà servire ad espandere i suoi bronchi e a dare un supporto per aiutare la crescita corretta del suo apparato respiratorio.

Il caso clinico è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine.

«È stato incredibile – hanno affermato i medici del Mott Childrens’Hospital dove è avvenuto l’impianto del dispositivo – appena abbiamo inserito lo scheletro, i polmoni hanno iniziato ad andare su e giù per la prima volta. Ed è stato il momento che abbiamo capito che l’operazione era riuscita».

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