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Gravidanza: scegliere il sesso del bebè è possibile?

Il ginecologo Francois Papa sostiene che scegliere il sesso del nascituro è possibile, e lo spiega nel suo libro.

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

05 Giugno 2013

E se si potesse scegliere con una manipolazione genetica il sesso del nostro futuro figlio ancor prima di concepirlo?

Sembra un incipit da film di fantascienza, ma qualcuno sostiene che sia possibile.

Niente fantascienza, neanche manipolazione genetica, per stabilire il sesso del futuro figlio semplicemente basta saper scegliere cosa mangiare.

Lo sostiene il dottor Francois Papa che ha di recente esposto questa sua teoria in un libro, edito da Sperling & Kupfer, il titolo, ovviamente “Scegli il sesso del tuo bambino”.

Il dottor Papa, afferma infatti che le scelte alimentari materne riescano in qualche modo ad influenzare le possibilità di partorire un maschio o una femmina. L’ipotesi del dottor Papa è stata anche avvalorata da alcuni studi effettuati in Francia, Canada e Inghilterra, i quali studi indicano come nel libro del ginecologo, un menù di massima per la mamma che volesse “indirizzare” la scelta del sesso attraverso il cibo.

 

Ecco allora il menù da seguire per scegliere un maschietto o una femminuccia:

Menù “fiocco azzurro”.

La dieta del maschio prevede cibi a base di alti contenuti di sodio e potassio, e limitare invece cibi ricchi di magnesio.

Fate scorta allora di salumi, formaggi, pesxce affumicato, succhi di frutta, caffè e tè, acciughe.

Menù “fiocco rosa”

Esattamente contrario il menù per partorire una femminuccia: da preferire allora alimenti ricchi di calcio e magnesio e poveri di sodio e potassio, questo affinchè si sviluppi un ambiente interno acido, che sembra favorire le condizioni per concepire una bimba.

Via libera a latte e yogurt, pompelmo e albicocche, ananas, legumi, carote e pomodori, ma eliminate cipolle, soia, patate.

Il libro stila una lista di alimenti da preferire nell’uno e nell’altro caso, e anche le quantità e alcuni dettagli sulle preparazioni, così da poter andare al supermercato avendo già in mente cosa acquistare.

Al contrario di quello che ancora qualcuno fa, il non voler sapere il sesso del nascituro, la “dieta del concepimento” ha qualche vantaggio, se fosse davvero risolutiva.

Innanzitutto si garantirebbe al bebè un guardaroba adeguato, e si potrebbero iniziare gli acquisti ben prima delle 15 settimane di gravidanza, data nella quale approssimativamente si forma il sesso del feto.

E poi potrebbe tornare utile a chi voglia controllare e regolamentare il sesso della prole: le mamma che pensano di avere già “troppi maschi in casa”, o chi invece pensa di poter passare tutti gli indumenti del figlio più grande.

Una opzione simile, se tutto questo fosse davvero possibile avrebbe vantaggi e svantaggi. E’ sicuramente poco romantico e magari più pratico il potere gestire anche la scelta del fiocco, ma sicuramente ancor più importante è fare una scelta simile in concorso col futuro papà, non estromettendolo da una decisione di tale portata.

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