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Sentenza Cucchi: assolti agenti e infermieri, il dolore di Ilaria

Ieri a Roma la Corte d'Assise ha pronunciato la sentenza di assoluzione di agenti e infermieri per l'omicidio di Stefano Cucchi. La sorella commenta

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

06 Giugno 2013

L’ultima sentenza al processo Cucchi è stata pronunciata ieri dalla Corte d’Assise di Roma: condannati a due anni i medici, assolti agenti e infermieri.

A distanza di oltre tre anni ancora rabbia sul caso del ragazzo che arrestato il 15 ottobre 2009, che morì in carcere in circostanze che la giustizia non ha ancora chiarito.

Tutti però erano stati accusati, medici, infermieri, agenti carcerari. Abbandono di incapace, abuso d’ufficio, favoreggiamento, falsità ideologica, lesioni ed abuso di autorità, tutte condanne che più o meno sono cadute, con formula piena, per mancanza di prove, o sospese come la pena ai medici, condannati per omicidio colposo.

Ilaria e Stefano Cucchi

Ieri in aula la gente che assisteva al processo ha gridato “Assassini” dopo la sentenza. L’avvocato della famiglia di Stefano ha commentato: “ io non mi arrendo, è una giustizia ingiusta”. Stefano è morto due volte ha detto il papà di Stefano, Giovanni Cucchi.

E sempre in prima linea, come da oltre tre anni a questa parte, la sorella Ilaria.

Oggi su Facebook Ilaria ha pubblicato una nota, sarcastica, dolente, amara:

“Chiedo scusa a nome di Stefano per il danno che la sua permanenza al Pertini e la sua morte hanno procurato al buon nome del dott. De Marchis e della dott.ssa Di Carlo. Chiedo scusa per il disturbo arrecato.
Infondo era un tossicodipendente, e non dimentichiamo che era lì perché aveva commesso un reato.”

La nota continua, e incalza.

Impossibile restare indifferenti davanti al dolore di questa donna, che chiede ancora giustizia, o almeno verità.

Ilaria continua, racconta chi era Stefano. Un ragazzo che lavorava, che come tanti andava in palestra. Che a suo dire non si drogava, e di droga non ne hanno trovato traccia gli inquirenti, dopo la sua morte. Solo i lividi delle percosse. Ma tutto questo evidentemente non è bastato. La battaglia però continua, la famiglia non si arrende, i suoi legali neanche.

Il senatore PdL Carlo Giovanardi

Il senatore Pdl Carlo Giovanardi ha commentato la sentenza, l’Adnkronos ha pubblicato le sue parole:

“Il tempo e’ galantuomo e fa giustizia del linciaggio mediatico a cui sono stati sottoposti gli agenti di custodia, sulla base di pregiudiziali ideologiche”.

 

I commenti su Facebook  alla dichiarazione su Giovanardi, non sono mancati.

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