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Bambini più grassi: è colpa della pubblicità

Nuovo allarme sull’obesità infantile lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

23 Giugno 2013

obesità infantile L’OMS, ossia l’Organizzazione mondiale della sanità, in vista del nuovo vertice internazionale che si terrà a Vienna nei giorni 4 e 5 luglio, meeting al quale prenderanno parte i ministri della sanità dei governi di tutto il mondo, ha fornito un’anticipazione sull’ultimo rapporto stipulato inerente l’obesità infantile e giovanile.

Secondo l’Organizzazione infatti gli spot pubblicitari dei così detti junk food, ossia cibo spazzatura, hanno una cattiva influenza sui bambini per quanto concerne la loro salute e le loro abitudini alimentari.

Zsuzsanna Jakab, direttore regionale dell’Oms Europa, ha dichiarato:

“Milioni di bambini sono sottoposti a pratiche di marketing inaccettabili che li esortano a consumare prodotti con un alto contenuto di grassi, zuccheri”.

Stando a quanto affermato nel rapporto sopra citato, in base ad alcuni studi svolti in merito, i bambini apprendono con grande facilità imparando a riconoscere i marchi osservati attraverso le pubblicità sin dalla prima infanzia e diventando così più inclini al consumo di ciò che osservano attraverso i media, social network compresi.

obesità infantile

A chi mamma non è mai capitato che, nell’effettuare la spesa con i propri figli, questi ultimi sia più propensi all’acquisto di un determinato prodotto, magari visto in Tv, piuttosto che di un altro?

L’Oms, come osservato dalla direttrice Jakab, pone sotto accusa le pubblicità relative ai cibi che contengono elevati livelli di zuccheri, grassi e sale ponendo al primo posto i soft-drink, le merendine, i cereali zuccherati per la prima colazione, nonché gli alimenti prevenienti dai fast food.

Ecco perché la stessa Organizzazione ha deciso di lanciare un appello ai vari Governi affinchè questi effettuino maggiori e più severi controlli sulle suddette campagne pubblicitarie,

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