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Allarme zanzara tigre, gli entomologi sul piede di guerra. Causa molte malattie

Il temutissimo e pericoloso insetto sta iniziando a proliferare con conseguente pericolo per la popolazione. Gli entomologi dell'Università de La Sapienza stanno facendo ricerche ed esperimenti per debellarla

di Fabiana Cipro

22 Giugno 2013

La temutissima zanzara tigre

Dopo la zecca killer e la vespa super pericolosa, è ora la volta della zanzara tigre che giustamente ci mancava. Anche per lei è arrivato l‘allarme da parte degli entomologi. Seppur in ritardo a causa delle temperature che quest’anno non sono state nella media, il famigerato insetto sta arrivando con conseguente pericolo per la popolazione. E si perché questo temutissimo e fastidioso insetto può trasmettere diversi virus, tra cui quello della febbre Dongue che attacca le articolazioni e in molti casi può portare anche alla morte.

L’Italia è ancora indietro con le disinfestazioni e tra i vari rimedi fai da te, non sono così efficienti. Meglio rivolgersi agli specialisti per far disinfestare le aree interessate. Per i parchi dove ci sono le fontane, un ottimo rimedio naturale sono i pesci rossi, ma per gli esperti del settore il vero pericolo è rappresentato dai tombini che  rappresentano una “casa” ideale per le zanzare. Il gruppo di ricerca in Entomologia medica del Dipartimento di sanità pubblica e malattie infettive dell’università “La Sapienza”, sta conducendo delle ricerche sulla zanzara tigre, nella zona della città universitaria della Sapienza, tra Villa Mirafiori e il Policlinico Umberto I. Le ricerche sono finalizzate allo studio della biologia di quelle che sono a tutti gli effetti potenziali vettori di malattie. Inoltre gli studiosi stanno mettendo a punto nuovi approcci per contrastarne l’invasione.

Da giugno a ottobre, la squadra di entomologi coordinati da Alessandra della Torre, – spiegano all’Università – nell’ambito del progetto Edenext finanziato dalla Comunità europea, verificherà sul campo l’efficacia dei diversi trattamenti anti-larvali ed adulticidi condotti attraverso approcci innovativi e tradizionali. Gli esperimenti, – assicurano gli scienziati – non presentano nessun rischio per i visitatori delle aree di studio, ma verranno effettuati utilizzando vasi e gabbie contenenti sia larve che adulti di Aedes albopictus (nome scientifico della zanzara tigre ndr), che verranno monitorati in rapporto agli interventi, anche attraverso il monitoraggio delle densità delle zanzare adulte tramite una trappola a colla brevettata dal gruppo di ricerca“.
Per chi ne volesse sapere di più su questo terribile insetto, qua c’è il sito del Ministero della Salute dove è possibile trovare tutte le informazioni che la riguardano e quali malattie può trasmettere.
Fonte Affaritaliani

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