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I militari usano violenza sui bambini, denuncia choc dell’Onu

Allarmante condizione dei bambini palestinesi nelle carceri israeliane.

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

27 Giugno 2013

Un rapporto del consiglio per i diritti dei bambini dell’Onu di ventuno pagine è stato presentato qualche giorno fa allo Stato israeliano del presidente Shimon Peres.

Nel dossier l’Onu manifesta i suoi timori per  il trattamento che la polizia e i militari israeliani riservano ai bambini palestinesi arrestati processati e detenuti nelle prigioni del paese.

Settemila bambini tra nove e 17 anni dal 2001 ad oggi, si legge nel dossier.

Israele arresta bambini con l’accusa anche soltanto di avere tirato pietre ai blindati militari.

 

Ma la preoccupazione è data dal trattamento riservato: i metodi violenti cominciano dal momento dell’arresto e continuano durante i trasferimenti.

Dopo l’arresto i bimbi vengono ammanettati e bendati per non conoscere il luogo di detenzione, i genitori non vengono avvisati di questi arresti e non sanno dove i figli vengono destinati.

Nei centri di detenzione i bambini vengono violentati, non solo psicologicamente, vengono minacciati di morte, viene negato cibo, acqua, accesso ai bagni.

E spesso bimbi snervati dalle condizioni in cui versano confessano tutto, anche quello che non hanno commesso realmente, purchè cessino le torture.

E c’è anche qualche ammissione da parte di soldati dell’esercito israeliano a confermare il dossier dell’Onu.

Il portavoce degli esteri israeliano Yigal Palmor smentisce categoricamente:

“E’ un rapporto non serio. Ci sono fonti secondarie, non verificate e non ci sono richieste a Israele né di informazioni né di cooperazione. In altri casi, come ad esempio quello del rapporto dell’Unicef, Israele ha collaborato con delle informazioni. In questo caso è l’opposto”.

Prove non verificate o mancata collaborazione, fatto sta che anche nel precedente rapporto Unicef, al quale Israele dice di aver collaborato, si dettagliavano “maltrattamenti diffusi, sistematici e istituzionalizzati ai danni dei settemila minori palestinesi detenuti nel sistema militare israeliano”. Non sembra che la mancata collaborazione israeliana abbia fatto questa grande differenza di numeri e metodi.

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