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Maria De Filippi: Trono Gay e Storie Gay a C’è Posta per Te

Maria De Filippi risponde a chi chiede se ci sarà un Trono Gay

di Pina

01 Luglio 2013

Vari personaggi famosi, tipo Kevin Cagnardi (del Grande Fratello) e Valerio Pino (ex ballerino di Amici), si sono candidati per partecipare a un possibile Trono Gay, ma non solo, in rete si parla spesso dell’introduzione di un trono Gay per il mese di settembre, per questo Maria De Filippi ha dato alcune spiegazioni su l’impossibilità di inserire questo trono.

Secondo Maria, nè Uomini e Donne e nemmeno C’è Posta Per Te, potranno trattare storie su coppie gay, ecco perchè: “Forse Uomini e Donne avrebbe un problema pratico: i corteggiatori avrebbero possibilità di vedersi di incontrarsi anche due volte a settimana e se nascessero storie d’amore, verrebbe meno l’assunto del programma. Per C’è posta, spesso ci ho pensato, sono arrivate delle richieste, ho però una remora: il compagno o la compagna invitato al buio (come il presupposto vuole), laddove non fosse dichiarato, sarebbe contento/a di vedere rivelato il suo orientamento sessuale?”.

Anche i politici hanno parlato del Trono Gay, c’è chi è contrario e chi è favorevole.

Giovanardi ad esempio è contrario, visto che ha detto: “Constato che le lobby gay sono molto potenti e evidentemente muovono miliardi. Se dovesse andare in onda Uomini e Donne gay, impedirei a mia nipotina minorenne di guardare il programma. Ai miei nipoti di 4 anni e 5 anni non li metterei davanti alla tv a vedere una cosa così. Avranno col tempo una loro sessualità ma non lo metto da minorenne e da bambino davanti alla tv dove ci sono scene di sesso esplicito. È chiaro che a un bambino di 4 o 5 anni che vede scene di questo tipo cosa gli spiego? Che è un’anomalia? E allora può chiedermi perché ho una mamma e un papà e lì ci sono due papà?”.

Giovanardi, ha continuato dicendo: A breve verranno criminalizzati e penalmente perseguiti programmi in cui si rappresenta Valentino e Valentina dicendo che è quello il modello. È quello che sta accadendo, appena al di là ormai del fatto che una trasmissione televisiva ci racconti Ugo che corteggia Ugo o Maria che corteggia Maria, qui siamo al punto che se uno dice che la normalità è Ugo che corteggia Maria rischia recriminazioni. Che una trasmissione pomeridiana si accodi ad altre mille forme di spettacolo dove se non c’è la storia gay sembra che non ci sia la storia, è un segno del conformismo dei tempi e che questo sia diventato il simbolo dell’attenzione al tema dei diritti è una cosa veramente singolare.”

Mentre Alessandro Zan, noto parlamentare di SEL è favorevole, e ha detto: “Personalmente non sono un grande fan di questo tipo di programmi, ma ritengo che aprire alla questione gay anche nei programmi più popolari e con grandi indici di ascolto sia un fatto comunque positivo. Io penso che gay e lesbiche stanno nella massa come tutti gli altri e, dunque, ci sono quelli che guardano programmi intelligenti, quelli che guardano programmi meno intelligenti, quelli che ascoltano la musica di tutti i tipi ecc. Al di là dei miei gusti personali, ritengo comunque che l’apertura di Maria De Filippi alla realtà gay sia un fatto positivo. Anche attraverso un programma nazional-popolare come Uomini e Donne è possibile arrivare a tutti gli italiani. Personalmente non ho nemmeno la tv, ma sono consapevole che una versione gay del programma sicuramente potrebbe avere un impatto positivo nella costruzione, nel nostro Paese, dell’accettazione di una normalità riferita alle coppie gay.”

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