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Il cerchio magico di Susanna Tamaro: un libro da non perdere

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

13 Dicembre 2010

Il cerchio magico

Devo ammettere di aver scelto questo libro in base al nome della sua autrice:

Susanna Tamaro. È la scrittrice che mi ha permesso di piangere, emozionarmi e di innamorarmi definitivamente della lettura a 16 anni; nonostante ora mi ritrovi con il doppio dell’età, è riuscita a non deludere le mie aspettative!

Il cerchio magico è un bosco situato al centro di una parco, chiamato Villa Gioiosa, di una grande città. Tutti gli animali che vi abitano sono in perfetta sintonia tra di loro e vivono pacificamente, passano le loro giornate ad oziare o ad osservare gli umani che frequentano il parco.

Tra di loro spicca il curioso piccolo “cucciolo nudo” di nome Rick, un bambino cresciuto da un cane lupo di nome Guendy.

Le premesse portano a pensare ad una somiglianza con il libro della giungla, ma è continuando la lettura che ci si inoltra in una realtà che noi viviamo ogni giorno:

la distruzione delle piccole oasi boschive cittadine in favore dell’avanzamento delle costruzioni di Super-Mega-Iper-Mercati, il costante lavaggio del cervello che subiamo volontariamente dalla televisione e dai giornali e la relativa perdita di alcuni valori quali la fiducia nel prossimo e la bellezza della natura.

Certo, con i tempi che corrono, è facile parlare e restare a guardare. Se avessi letto il libro anni addietro avrei ragionato anch’io in questo modo, invece oggi mi ritrovo a viverlo oggi con gli occhi di una mamma e di sicuro avrei raccontato questa favola a mio figlio se solo avesse qualche anno in più oppure lo avremmo letto insieme se fosse già capace di sfogliarlo con me. Lo conserverò gelosamente e tra qualche anno, non appena sarà pronto, gli donerò questo splendido racconto!

Il libro è scritto con un linguaggio semplice e diretto proprio come quello di un bambino e le continue domande che Rick pone a sua madre, alla vecchia e saggia scimmia Ursula e alla signora Cipolloni (zia cip) altro non sono che la classica curiosità che caratterizza ogni bambino.

Io, come madre, mi sarei trovata in difficoltà a dover rispondere a determinate domande cosa che non sempre accade nel libro.

La frase che su tutte ha lasciato un segno in me è la descrizione del legame tra la mamma scomparsa e il suo piccolo:

io e te adesso siamo come il bambino e l’aquilone. Tu sei a terra e io sto in alto, c’è un filo teso tra noi. Ti seguo ad ogni passo. Senza che tu te ne accorga, ti porto dov’è giusto che tu vada.

Questa non è l’unica morale che è possibile imparare dal racconto ma che posso farci se nel mio cuore di mamma è prevalsa questa?

La redazione di Vita da Mamma ringrazia Alessandra Abramo e Marilou Rella promoter per Giunti Editore

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