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Mamma Rifiuta l’Aborto ma il Bambino Muore 19 Minuti Dopo la Nascita

La scelta coraggiosa di una mamma che rinuncia all'aborto.

Gioela Saga

di Gioela Saga

31 Luglio 2013

neonato muore 19 minuti dopo nascitaNon tutte le mamme sono uguali ma proprio per questo sono tutte speciali, la storia che vogliamo raccontarvi oggi crediamo possa dare ancora più spessore a questa unicità, al modo esponenziale in cui un cuore di una mamma si può dilatare per accogliere amore.

Carrie Curtis è una ragazza di vent’anni di Leeds ed era incinta di sole 18 settimane quando ha saputo che Charlie, il bambino che aspettava, era affetto dalla sindrome di Potter, una rara patologia che colpisce i reni.

Ha deciso con coraggio di portare a termine la gravidanza perché il cuore di suo figlio batteva dentro di lei, era un bambino ed era il suo!

Carrie ha detto:

“Ho voluto dare a Charlie la migliore occasione che la vita ha voluto offrirgli!”

“Sapevo che le possibilità di sopravvivenza per lui erano vicine allo zero ma fin quando il suo cuore batteva non volevo cambiare idea non importa quante volte i dottori me l’abbiano chiesto e consigliato.” “Ogni quindici giorni durante le visite di controllo mi veniva proposto l’aborto ma non ho mai ceduto, gli volevo dare la vita per quanto breve e non la morte.”

non abortisce e rimane con il figlio solo 19 minutiLa sindrome di Potter colpisce un bambino su 30.000, impedisce lo sviluppo dei reni che sono essenziali anche per la produzione del liquidi amniotico nel ventre materno. Se la quantità di liquido è scarsa o nulla, subentra una condizione seria e grave chiamata oligoidramnio.

In questi casi, l’utero non riesce a dilatarsi a sufficienza impendendo così al bambino di muoversi e crescere. In primo luogo i polmoni del feto non possono svilupparsi normalmente.

Molti bambini affetti da sindrome di Pottern nascono morti, altri sopravvivono alla nascita ma muoiono poco dopo perché non riescono a respirare autonomamente a causa dell’iposviluppo polmonare, al massimo sopravvivono uno o due giorni. Anche se queste condizioni potessero essere superate, senza reni non potrebbero comunque sopravvivere.

Durante la gravidanza, Carrie si è preparata al peggio ma ha proseguito la sua gravidanza e quando Charlie è nato il 29 dicembre dello scorso anno, alla 32ima settimana di gestazione, sembrava come un qualsiasi altro neonato, anche se pesava meno di due chili.

“Appena nato è stato portato in un’incubatrice dove tutti si sono messi tutti al lavoro ma i suoi polmoni erano quasi inesistenti e non c’è stato nulla che potessero fare. Ci ha lasciato dopo soli 19 minuti.”

“L’hanno avvolto in un asciugamano e me l’hanno lasciato cullare finché non si è addormentato per sempre.”

Carrie aggiunge:

“Charlie ha aperto gli occhi e mi ha guardato e questo rimarrà per sempre impresso nella mia mente…”

Carrie non ha potuto sentire il pianto del suo piccolo ma è riuscita a passare tre giorni interi e preziosissimi con lui all’ospedale di Leeds.

malattie rare

Carrie Curtis e la sua famiglia

Non smette di ricordare:

“Charlie era così perfetto, apparentemente era un bambino a cui non mancava nulla. Sapevo che le sue possibilità erano quasi inesistenti ma non mi sono arresa, solo il fatto di averlo stretto tra le mie braccia è stato indimenticabile e stupendo.”

“L’ospedale mi ha permesso di stare in una stanza private speciale dove possono rimanere i genitori che hanno perso un figlio.”

“Mi hanno dato il permesso di tenerlo con me, di stringerlo a me, all’inizio lo sconforto nel vedere che non riapriva più gli occhi è stato tanto ma poi il solo fatto di poter stare con lui è stato grande.”

La foto del piccolo Charlie

Tornare a casa senza il bambino è stata dura, nessuno veniva a trovarmi e non avevo nessuno con cui parlare, è stato travolgente ed avevo paura.

Adesso Carrie desidera istituire un fondo di beneficienza per offrire supporto ai genitori che hanno subito un lutto come lei e parallelamente si propone di far conoscere di più la sindrome di Potter.

“Charlie era il mio primo figlio e non potevo immaginare cosa succedesse, non sapevo quanto tutto ciò sarebbe durato e non sapevo cosa fare anche durante la gravidanza anche nel caso avessi abortito spontaneamente.”

“Anche prepararmi a ciò che sarebbe successo dopo la nascita non è stato facile.”

bambino nasce con la sindrome di Potter e muore dopo 19 minuti

Carrie e la sua famiglia sperano di raccogliere 100.000 sterline per istituire questo fondo di aiuto e supporto e Carrie ha aggiunto:

“Vogliamo fare in modo che se una persona ha bisogno anche alle due di notte sappia chi chiamare o anche se ha solo bisogno di prendere un caffè o parlare con qualcuno possa farlo, perché so come ci si sente e come si possa impazzire.”

La sindrome di Potter non è abbastanza conosciuta e neppure i dottori sanno realmente contro cosa combattono e questo deve cambiare.”

Fonte: http://www.dailymail.co.uk

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