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Bambini negli Orfanotrofi Tenuti in Condizioni Scioccanti

Bambini abbandonati: una verità choc

Federica Federico

di Federica Federico

06 Agosto 2013

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L’idea del bambino, e più ancora quella del neonato, evoca “comunemente” pensieri delicati; riporta alla mente immagini di manine e piedini piccolissimi, corpicini fragili protetti dall’abbraccio della mamma; fa apparire tra i pensieri visini angelici, smorfie che somiglino a primi sorrisi e occhi minuscoli ma capaci già di catturare il mondo.

Parlando di neonati sembra di sentire l’eco di pianti da consolare e insieme la dolce voce di una mamma che canta la sua ninna nanna; chi ha tenuto tra le braccia un cucciolo d’uomo ricorda il profumo inebriante della vita che nei bambini, piccoli e piccolissimi, è il buono odore del futuro carico di sogni.

Tuttavia queste “comuni” ispirazioni, romantiche ed ideali, non appartengono a tutti, quelle appena descritte sono immagini “fortunate” che fotografano l’idea e la condizione dei bambini che il fato assegna a famiglie capaci di prendersene cura.

Non tutti i bambini del mondo hanno la “naturale” fortuna di vivere con chi li ha generati. I bambini figli della fame e della povertà spesso vivono la disgrazia dell’abbandono e come “casa” hanno solo un orfanotrofio.

chocBambini Abbandonati, Inchiesta Choc Quando la fame, la miseria e la disperazione prendono il sopravvento il bambino diventa per la mamma ed il papà la più grande delle rinunce, il più atroce dei dolori e il più pungente dei rimorsi. Laddove estesa e capillare è la miseria umana e la povertà esistono realtà di abbandono, di distacco e di privazione che sono dolorosamente “diffuse” .

Queste disperate realtà il più delle volte hanno vita lontano dai nostri occhi. E troppo spesso storie di pungente disperazione restano “protette” dal silenzio dei media che dimenticano o ignorano l’evoluzione di antiche tragedie, drammi sociali ed umani che non possono esaurirsi brevemente.

La Romania è un esempio di paese flagellato dalla sua stessa storia e spesso trascurato, dimenticato e abbandonato.

La Romania ferita dalla lunga dittatura di Ceauşescu, è oggi un paese post comunista gravato da una pluralità di problemi sociali ed ancora abitato da una popolazione triste, miserabile e nascosta: gli orfani abbandonati negli istituti di accudimento e cresciuti senza affetti e senza cure.

Cosa è accaduto in Romania?

La Romania, come qualunque altro Paese del mondo, ha da sempre avuto orfanotrofi.

L’orfanotrofio è un’istituzione che per definizione nasce per accogliere ed accudire gli orfani ovvero i bambini abbandonati dalle mamme (e più in generale dai genitori) che non possano prendersene cura.

La condizione di orfano non è certamente naturale e teoricamente dovrebbe essere eccezionale: il bambino nasce come figlio di una madre che naturalmente dovrebbe farsi carico dell’accudimento del piccolo concepito, cresciuto nel grembo e partorito.

Drammaticamente, però, maggiore è la povertà maggiore diviene il numero di bambini abbandonati. Ciò è fisiologico perché un figlio oltre ad essere amore è anche cura, responsabilità e danaro. Così più cresce la miseria più aumentano gli orfani.

In Romania il fenomeno dell’abbandono degli infanti venne stimolato, oltre che dalla povertà, da una politica sociale di controllo e soggezione dei cittadini al potere del dittatore.

Nel 1965, il dittatore comunista Nicolae Ceauşescu assunse la guida del Paese.

In 24 lunghi anni di  “reggenza” del Paese Ceauşescu ha deliberatamente coltivato la popolazione orfana della Romania, lo ha fatto secondo gli storici contemporanei nella speranza di creare una vera e propria dipendenza della popolazione dallo Stato. Lo Stato si faceva carico dell’ “accudimento” dei bambini che il popolo non poteva sostentare … in realtà gli orfanotrofi divenivano prigioni e i piccoli erano abbandonati  a loro stessi, spesso in condizioni anche assai poco dignitose.

Solo dopo la caduta del regime, quando le immagini choc degli orfanotrofi hanno scosso il mondo, si è parlato di diritti umani violati.

chocBambini Abbandonati, Inchiesta Choc

Bambini Abbandonati, Inchiesta Choc

Nel 1966 Nicolae Ceauşescu dichiarò l’aborto illegale e poco dopo impose forti dazi sulle famiglie con meno di cinque bambini.

In un clima da “Grande Fratello”, il dittatore istituì una task-force di  agenti governativi con preparazione medica chiamati ‘ La Polizia Mestruale’ e deputati al controllo delle donne che non producevano la loro quota parte di figli.

Ma, mentre chiedeva alle famiglie di proliferare, il dittatore applicava politiche economiche draconiane.

La miseria associata al grande numero di figli fece sì che la maggior parte delle famiglie divenisse troppo povera per supportare la crescita di più bambini. Così, senza altre opzioni, migliaia di genitori lasciarono i loro figli negli orfanotrofi gestiti dal Governo.

Il regime di Ceauşescu cadde nel 1989, lasciando 170.000 bambini orfani in oltre 700 orfanotrofi statali.

chocBambini Abbandonati, Non appena il regime crollò, moltissimi giornalisti e tantissime associazioni umanitarie fecero “irruzione” negli orfanotrofi della Romania e ciò che emerse fu null’altro che dolore.

Il problema degli orfani in Romania non si è però chiuso con la caduta del regime di Ceauşescu.

Quello degli orfani della Romania è un problema aperto e vivo.

Intanto va detto che con Ceauşescu è iniziata (ma non è finita con lui) una devastazione economica del Paese che si è associata alla disperata pratica dell’abbandono (pratica a tutt’oggi attuata).

La giornalista Virginia Hughes  si è interessata al problema dei bambini cresciuti negli orfanotrofi della Romania ed ha analizzato la strage di affetto innescata da Ceauşescu considerandola, oggi, come un problema non sociale ma mondiale.

Sul suo blog Honly Human, Virginia Hughes ha pubblicato un’inchiesta dettagliatissima intitolata il Problema degli Orfani.

Il lavoro della giornalista ha acceso i riflettori sul risvolto sociale ed umano dell’abbandono diffuso dei minori: abbandono significa carenza affettiva. Inevitabilmente la carenza affettiva determina evidenti e pericolosi problemi di inserimento sociale.

È innegabile che il bambino che vive la sua infanzia senza una famiglia cresce senza supporti, senza modelli, senza conforto … quel bambino è un isola in mezzo ad un lago,  se ne sta solo e disadattato senza alcun ponte di collegamento con la terra ferma.

I genitori e la famiglia rappresentano il canale di collegamento tra il bambino ed il mondo. Nell’ambito familiare il bambino impara a rapportarsi con la realtà circostante e con le persone; nelle braccia dei genitori il piccolo trova il conforto di cui ha bisogno per non scoraggiarsi ed osservando mamma e papà il cucciolo d’uomo mutua i comportamenti sociali.

Nella maggior parte degli istituti per orfani della Romania le condizioni di vita dei bambini erano inaccettabili. Ma dopo la caduta del regime dittatoriale e con l’ingresso dei giornalisti negli orfanotrofi, le strutture sono state liù o meno adeguate alle esigenze igieniche dei piccoli ospiti; i bambini sono stati sfamati a sufficienza e gli operatori hanno eseguito anche i debiti controlli medici sui piccoli sfortunati.

Malgrado ciò, da quanto emerge dall’inchiesta condotta da  Virginia Hughe, in nessun istituto si è avuto cura di assicurare ai bambini delle figure adulte di riferimento.

orphanage problem I bambini sono stati emotivamente abbandonati a se stessi, sono cioè cresciuti senza l’assistenza di educatori adulti che potessero “sostituire i riferimenti familiari” supportando l’evoluzione emotiva dei bambini.

Esistono istituti in cui vivono piccole popolazioni di adolescenti e sono tutti asociali, perché sono ragazzi cresciuti in un recinto, senza che nessun adulto abbia mai neanche pensato al loro inserimento nel mondo reale.

Le scarse interazioni con gli adulti portano a gravi problemi comportamentali ed emozionali rendendo i bambini orfani incapaci di vivere nella società e condannandoli a rimanere quindi emarginati, disadattati e disperati.

La giornalista Virginia Hughes porta all’attenzione del mondo non solo la reale condizione degli orfani rumeni ma pure la verità scientifica che è emersa da anni di analisi ed indagini condotte su questi disperati:

i bambini abbandonati (indistintamente i bambini di tutto il mondo), si ammalano se crescono da soli in strutture che non ne sostengano un adeguato sviluppo emotivo supportato da personale adulto e preparato per fungere da figura di supporto per i piccoli.

La malattia che affligge i bambini cresciuti senza riferimenti affettivi è la Sindrome da Distaccamento.

Il professore Charles Nelson, neuroscienziato presso la Harvard University , specializzato in studi sullo sviluppo iniziale del cervello umano, ha monitorato per anni le condizioni dei bambini abbandonati negli orfanotrofi della Romani.

Nel 1999 si fece portavoce di un progetto di intervento per gli “orfani sociali” di Bucarest. L’obiettivo dello scienziato era quello di dimostrare che solo l’affidamento familiare può rendere il bambino capace di rispondere alle esigenze sociali divenendo un adulto emotivamente capace di affrontare il mondo e la vita.

orphanage-problemGrazie al progetto del Professor Nelson furono monitorati 136 bambini orfani di cui una metà fu collocata in affidamento familiare mentre l’altra rimase in istituto.

Negli anni, dal monitoraggio dello sviluppo fisico, psicologico e neurologico di entrambi i gruppi è emerso che i bambini cresciuti all’interno delle famiglie non hanno problemi di socializzazione e presentano un equilibrio emotivo e capacità relazionali del tutto sconosciute agli orfani cresciuti negli istituti.

Nelson e i suoi collaboratori hanno scoperto qualche cosa di assolutamente prevedibile: i bambini per diventare adulti equilibrati necessitano di una famiglia e di figure genitoriali di riferimento.

Tuttavia le adozioni ancora non vengono vissute come un’emergenza sociale. L’Europa, L’America ed il Mondo ancora non esemplificano le leggi volte alla collocazione degli orfani in famiglia … ovvero nelle strutture naturalmente deputate alla cura dei bambini ed alla loro crescita.

Sicuramente il tasso di abbandoni è calato in Romania e nel 2007 con l’adesione all’Unione europea il sistema di affidamento familiare e le possibilità di adozione si sono ampliate. Tuttavia ci sono ancora circa 9.000 bambini  che vivono negli orfanotrofi, e questo numero è alto, troppo alto se si pensa che si tratta 9.000 vite mancate solo in Romania.

Nell’ aprile del 1997 Bill e Hillary Clinton promossero  “La Conferenza della Casa Bianca in materia di sviluppo della prima infanzia e di apprendimento “. L’allora First Lady concentrò il senso sella conferenza sui primi tre anni di vita del bambino chiarendo che sono quelli i lunghi mesi in cui si determina il destino ed il carattere dei bambini , allora si decide se i bambini diventeranno cittadini pacifici o violenti, lavoratori produttivi o indisciplinati, attenti genitori o meno. Fu nell’ambito di questo convegno che  l’attenzione del mondo si concentrò anche sulle problematiche legate all’abbandono degli orfani.

Si dovrebbe forse ripartire dall’aprile del 1997? O dalle coscienze umane?

Si dovrebbe forse ridiscutere il bisogno dell’uomo di provare sentimenti ed affezione?

Si dovrebbe rispolverare la necessità umna di essere un po’ meno indifferente ai mali tragici dei suoi simili?

 

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