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Asilo: Dicembre primo bilancio dei mesi di scuola

Federica Federico

di Federica Federico

21 Dicembre 2010

Con il primo grembiulino e l’ingresso all’asilo la vita del bambino cambia e con essa anche quella della famiglia.
Evidentemente si modificano le abitudini, i riti quotidiani e si restringe il tempo trascorso insieme al figlio. Ma questi sono solo i cambiamenti palesi nella vita del piccolo e dei suoi genitori, la vera rivoluzione che la scuola comporta sta dentro il bambino nel suo cuore e nella sua mente.
Il piccolo da subito “soffre l‘abbandono”, nel senso che accusa il distacco da mamma e papà ed è costretto ad abituarsi gradualmente a questa nuova situazione di fatto, ovvero a trascorrere mezza giornata a scuola, con delle regole e una disciplina del tutto nuova.
Per di più il bambino, abituato a vivere nell’ambiente protetto della casa si “scontra” d’improvviso con la classe, un insieme eterogeneo di compagni, di esperienze, di educazioni e di “culture” diverse dalla sua. È il momento di farsi valere, di affermare la propria superiorità, di crearsi uno spazio vitale armonizzato con quello degli altri.
Chiaramente tutto ciò è difficilissimo per un bimbo di soli tre anni!
Provate a pensare al primo giorno di lavoro, all’emozione, all’imbarazzo ed alla “paura” di incontrare per la prima volta i luoghi dove sapete di dover trascorrere molto tempo, di dover in parte vivere la vostra giornata. Immaginate queste sensazioni? Ebbene moltiplicatele per mille, avrete un’idea solo approssimativa del disagio del bambino e della fatica che fa per costruire una sua dimensione nel contesto “estraneo”.
Tenete conto delle relative capacità di sintesi del piccolo, per quanto noi genitori ci possiamo impegnare a “spiegare la scuola”, a raccontarla in termini semplici e comprensibili, il bambino non ha di fatto una precisa cognizione di ciò che sta avvenendo con l’ingresso all’asilo. A principio nemmeno intende che quella diverrà una abitudine stabile.

In questo periodo dell’anno, ovvero intorno alle vacanze di natale, si tira il primo bilancio della vita all’asilo.
Cosa dobbiamo considerare?


Va valutata la costanza del bambino. Malattie a parte, il bimbo ha avuto una stabile frequentazione?

È importante che i piccoli vadano a scuola tutti i giorni. È importante che si sveglino regolarmente ad un orario prestabilito, che seguano un rito per la colazione e la preparazione.
È importante che siano condotti all’asilo malgrado i capricci ed i presunti mal di pancia. Alcuni piccoli somatizzano il distacco al punto tale da arrivare a rigettare, il vomito è una manifestazione della sofferenza. Non cedete, piangete dentro ma non cedete! Cambiate il bambino, lavatelo con accuratezza (è importante che non abbia un odore sgradevole, se qualche compagno gli facesse notare il cattivo odore ciò aumenterebbe il disaggio del cucciolo in modo esponenziale); possibilmente operate il cambio dove i compagni non lo vedano (meglio non lasciar trasparire la debolezza del piccolo, i bambini sanno approfittarsi dei punti deboli dei coetanei). Quando sarà pulito affidatelo alle maestre e andate via. Avrete il cuore infranto? Si, certamente si, ma vostro figlio un giorno vi ringrazierà per aver contribuito saggiamente alla sua crescita anche quando farlo è stato assai doloroso!
Le stesse indicazioni valgono per i piccoli che usano fare la pipì nei pantaloni pur di restare a casa con la mamma.

– Va considerata la crescita emotiva del piccolo.

Essa è palese quando il bambino ha imparato a vivere serenamente il momento della scuola. In pratica un bimbo che accetti senza problemi di andare all’asilo, mangi e faccia pochi capricci è un bimbo che sta divenendo grande!
Considerate che qualche piccolo pianto occasionale è normale. La regola d’oro è parlare positivamente della scuola, esaltare ciò che il bambino fa, quello che dalla scuola porta in termini di esperienza, come in termini materiali – tutto ciò che proviene dalla scuola, dal disegno al lavoretto,  dalla canzoncina al racconto divertente va apprezzato!

– Va esaminata l’integrazione del bambino nel contesto classe.

La classe è un microcosmo, una realtà sociale in cui il piccolissimo individuo deve inserirsi;  in questo senso il rapporto con la classe è il primo rapporto con il mondo!
È buona norma non interferire nei rapporti del bambino con i compagni, lasciare, piuttosto, che il piccolo gestisca da solo i suoi legami interpersonali, delegando alle maestre il compito di armonizzare i bambini nel contesto classe.

Può accadere che i piccoli “imparino a difendersi” assumendo un fare verbalmente e fisicamente più aggressivo, diverso rispetto a quello che avevano per loro stessa natura prima di frequentare la scuola. Ciò è quasi fisiologico, l’importante è controllare ed arginare – ove necessario – le manifestazioni di violenza. Il bambino va educato a non usare le mani, a non offendere ed a non adoperare un linguaggio scorretto. La migliore educazione è in merito il buon esempio!

Può, altresì, accadere che il bambino introdotto a scuola usi in famiglia – con fratelli e genitori – gli stessi comportamenti che adopera all’asilo.
Il piccolo deve essere guidato verso la comprensione delle differenze tra i rapporti interpersonali, al bambino va insegnato che non deve “difendersi dal fratello o dalla sorella”, che in casa tra loro deve esistere una totale condivisione, che la sorella o il fratello non possono essere trattati allo stesso modo degli amici.
Questo è un problema connesso alla frequentazione scolastica che nelle famiglie con più di un bambino si avverte in modo particolare, tra fratelli, con l’ingresso a scuola, aumentano le liti aperte ed anche “estreme”!
Il genitore ha il compito di sottolineare le differenze tra amici, fratelli e genitori, disegnando un primo schema degli affetti ed insieme educando al rispetto dei ruoli.

Se il vostro bilancio dei primi mesi d’asilo non è del tutto positivo non disperate! Sappiate che molti piccoli, malgrado siano trascorsi circa 4 mesi dall’ingresso a scuola, ancora non hanno ben metabolizzato il cambiamento. In questi casi possono essere normali pianti, capricci e tentativi, più o meno articolati, di restare a casa con la mamma. Abbiate pazienza, ogni bimbo ha i suoi tempi, pian piano l’asilo diverrà per tutti una piacevole abitudine quotidiana.

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