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Rapporto Unicef: Ogni Giorno nel Mondo Muoiono 18mila Bambini

Oltre sei milioni di bambini morti nel 2012. L'Unicef stila un rapporto allarmante sulla mortalità infantile

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

17 Settembre 2013

Ogni giorno nel mondo muoiono 18mila bambini. 6,6 milioni in un anno.

Questo è il risultato dell’Ultimo rapporto dell’Unicef “Levels and Trends in Child Mortality” insieme all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), alla Banca Mondiale e al Dipartimento degli Affari sociali ed Economici delle Nazioni Unite.

Fatto allarmante, ancor più se si pensa che la statistica specifica che le morti avvengono sotto i cinque anni di età e sono dovute nella maggior parte dei casi a malattie o complicanze dovute a malnutrizione, polmonite, asfissia, diarrea o malaria. Morti dunque che si possono facilmente evitare con una prevenzione minima.  La metà del numero di questi decessi interessa  cinque soli stati: Cina, Congo, India, Nigeria e Pakistan. Solo India e Nigeria contano oltre due milioni di morti infantili.

Nonostante il dato impressionante, l’Unicef rileva che i dati del 2012 sono risultati, se possono dirsi, migliori rispetto agli anni passati: nel 1990 i decessi di bambini arrivavano a 12 milioni.

Una riduzione del tasso di mortalità infantile che è passato dal 3,9% all’ 1,2%. Obiettivo dell’OMS è superare la soglia del 4% di riduzione entro il 2015.

La regione con tassi più elevati di mortalità infantile al mondo è l’ Africa Subsahariana: 98 decessi di bambini sotto i 5 anni ogni 1.000 nati, un bambino che nasce in questi territori ha rischio mortalità 16 volte superiore rispetto ad un nato in un paese industrializzato.

Numeri da fare accapponare la pelle, sebbene parlino di un trend sempre in fase di miglioramento: il tasso annuale di riduzione di mortalità è passato dallo 0,8 del quinquennio 1990-1995 al 4.1% nel 2005-2012.

Anthony Lake direttore dell’Unicef,commenta il dato: “La tendenza è positiva, ma possiamo fare ancora meglio. . La maggior parte di questi decessi possono essere evitati, utilizzando misure semplici che molti paesi hanno già messo in atto,  ma ciò di cui abbiamo bisogno è che dobbiamo agire con molta più urgenza”.

Molte morti potrebbero essere evitate già nelle prime 24 ore di vita.

Margareth Vhan, direttore dell’OMS evidenzia: metà di queste morti avvengono a 24 ore dal parto, una semplice somministrazione di antibiotico, o spingere le madri all’allattamento esclusivo per i primi sei mesi potrebbero diminuire drasticamente questi numeri.

Keith Hansen, vicepresidente per lo Sviluppo Umano presso la Banca Mondiale continua: “I continui investimenti da parte dei paesi per rafforzare i sistemi sanitari sono essenziali per garantire che tutte le madri e i bambini possano disporre delle cure accessibili e di qualità di cui hanno bisogno per vivere una vita sana e produttiva”.

E per migliorare questi risultati in ascesa si è creato una serie di iniziative come la Global Strategy for Women’s and Children’s Health che riassume in alcuni punti le modalità di intervento per raggiungere l’obiettivo di salvare 16 milioni di bambini antro il 2015:

–        Accesso all’immunizzazione globale entro il 2020. Ogni anno vaccinazioni contro difterite, tetano, pertosse e morbillo salvano da 2 a 3 milioni di bambini. Nel 2012 circa l’83% di bambini nel mondo hanno ricevuto dosi di vaccino anti difterite, tetano e pertosse

–        I governi di Etiopia, India e Stati Uniti, insieme con l’UNICEF  hanno stipulato una Promise renewed” per prevenire la mortalità infantile firmata poi da 176 Stati.

–        UNICEF, OMS e Banca Mondiale supportano il movimento Scaling Up Nutrition per realizzare programmi che aiutino a gestire i problemi di malnutrizione, coinvolgendo maggiormente le donne, che hanno un ruolo fondamentale in questo programma.

–        L’accesso a farmaci essenziali come antibiotici e integratori salini è stato migliorato dalla Commissione delle Nazioni Unite sui Prodotti.

–        Unicef, Oms e altre organizzazioni hanno creato un vero e proprio programma globale per intervenire su polmonite e diarrea, principali cause di mortalità infantile. Il programma si è posto di cessare questi decessi entro il 2025 con azioni di sensibilizzazione negli ambienti domestici, di insegnamento di misure di prevenzione e cura di queste due banali malattie che ogni anno mietono ancora troppe vittime.

–        L’Unicef ha elaborato un piano “Every newborn” (ogni neonato) per fornire indicazioni decisive e prevenire le morti neonatali, che un po’ meno della metà delle morti infantili da zero a 5 anni.

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