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Natale le Tradizioni: il bacio sotto il vischio

Simona

di Mamma Simona

24 Dicembre 2010

VOI VI BACIATE SOTTO IL VISCHIO?

Il nome tecnico del vischio è viscum album, si tratta di una pianta “a cespuglio” presente sopratutto nella stagione invernale su alcuni tronchi di pioppi, tigli, querce, olmo.
E’ da sempre considerata una pianta misteriosa, giacché nel corso dei tempi, si sono formate attorno al vischio leggende e tradizioni che permangono ancora ai giorni d’oggi, come quella di baciarsi sotto il vischio la notte di Natale e Capodanno come auspicio di fortuna.

Per risalire all’origine della tradizione dobbiamo spingerci in là col tempo fino ad arrivare ai druidi del Nord Europa che usavano il vischio, da loro ritenuto pianta sacra e dono degli dei, in intrugli magici e curativi, tra i suoi poteri c’era anche quello di rendere fertile il seme del maschio. Era inoltre usanza fra due nemici sospendere i combattimenti e le ostilità qualora si fossero incontrati sotto il vischio. Da ciò deriva probabilmente l’usanza di appendere del vischio alla porta di casa come augurio di pace e serenità.
I celti consideravano la pianta sacra del vischio, l’oloaiacet, capace di proteggere da malattie, disgrazie e carestie. In terra anglosassone il vischio era consacrato a Freya, protettrice dell’amore; gli innamorati si baciavano sotto la pianta come promessa di amore, felicità e affetto.
In Scandinavia il vischio era considerata la pianta consacrata alla dea dell’amore Frigg. Il figlio della dea fu trafitto mortalmente da una freccia al vischio, la madre pianse sul suo corpo e le lacrime versate si trasformarono in perle bianche, come le gemme che adornano la pianta, ed il figlio resuscitò. Frigg, come ringraziamento, decise che avrebbe baciato chiunque fosse passato sotto la pianta del vischio regalando la sua protezione. Tutt’oggi nella tradizione rurale, i contadini considerano la presenza del vischio nelle proprie coltivazioni, una protezione contro malintenzionati.
Anche nella nostra tradizione precristiana troviamo il simbolo del vischio, quando Enea, nell’Eneide, scendendo nell’Ade porta a Proserpina un ramo di vischio in dono.
Dal cristianesimo il vischio viene rappresentato una prima volta con una connotazione negativa, giacché fu l’unico albero ad offrire i suoi rami per la costruzione della croce di Gesù, tant’è che fu maledetto e li perse tutti; ed un’altra che si riferisce alla storia di un mercante molto avaro e dedito all’accumulo di denaro frutto dei proventi dei suoi affari. Quest’uomo non si era mai curato di avere affetti ed amicizie, nè delle vite degli altri, il suo unico scopo era incrementare la propria ricchezza. Ma un giorno, la notte di Natale, giacché non riusciva a dormire, decise di fare una passeggiata e cominciò a sentire nella propria testa le storie tristi di coloro che lo circondavano o vivevano vicino a lui: chi aveva debiti che non riusciva a pagare, chi riusciva a stento a sfare i figli ecc…il mercante cominciò a piangere per l’infelicità altrui; le sue lacrime caddero su un cespuglio di formando delle perle, così nacque il vischio. Un’altra variante vuole la nascita del vischio come conseguenza delle lacrime piante da un vecchio davanti la grotta di Betlemme in cui nacque Gesù.


Oggi il vischio si trova nelle nostre case nel periodo natalizio sotto forma di ghirlanda, auspica fortuna, ed è simbolo di vittoria ed eternità (ghirlanda). Il vischio è utilizzato anche per la composizione di centrotavola, come ornamento in casa unito a fiocchi rossi che richiamano i colori tradizionali del Natale, o semplicemente per addobbare porta candele.
La tradizione vuole che una ragazza che si trovi sotto il vischio, non possa rifiutare di essere baciata. Mentre se la ragazza non verrà baciata, non si sposerà nel corso dell’anno successivo.

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