Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Seguici:

Le 10 Foto più Scioccanti di Sempre

Foto choc di tragedie che hanno fatto il giro del mondo.

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

07 Ottobre 2013

Le 10 Foto più Scioccanti di Sempre

Le foto che vedremo di seguito sono foto forti, alcune di esse molto famose.

Hanno segnato diversi momenti della storia del mondo, alcune sono purtroppo ancora attuali: scatti in terre straziate dalle guerre, dalle carestie, da catastrofi.

Possono alcune immagini cambiare il mondo?

Non è abbastanza. Vale sempre la pena però documentare, per non dimenticare.

Questa foto venne scattata da Nick Ut, che vinse il premio Pulitzer, nel 1972.

Ritrae una bambina in fuga, in Vietnam, nella guerra che la grande potenza americana perse.

La gente scappava da un attacco, bruciata dalle bombe al Napalm. oggi quella bambina è viva. Ma non dimenticherà.

Un avvoltoio accovacciato accanto ad un bambino in Africa. Aspetta la morte del piccolo. Ed il suo pasto.

Un prigioniero in Iraq che tenta di calmare il proprio figlio di 4 anni, terrorizzato dal volto coperto del padre, che non aveva riconosciuto.

Al padre è stato concesso qualche minuto, ed è stato slegato, per confortare il piccolo.

Immagine scattata dal fotografo Stanley Forman, che vinse il Pulitzer nel 1975.

A Boston, durante un incendio, una ragazza 19enne e la sua figlioccia di 2 rimasero intrappolate nella loro casa durante un incendio. Nel tentativo di scappare le scale antincendio collassarono lasciandole cadere nel vuoto. La bambina si salvò, atterrando sull’altra, che purtroppo non ce la fece.

Un’immagine forte, che mostra le violazioni dei diritti umani, dalle quali purtroppo nessun paese è esente. la foto è stata scattata nel carcere di sicurezza di Abu Ghraib, vicino Baghdad, e mostra la crudeltà di un soldato americano nei confronti di un prigioniero Iracheno.

La foto scoperchiò il vaso di Pandora delle torture nelle carceri irachene nel 2004 perpetrate dalle truppe statunitensi..

Altra foto che vinse il premio Pulitzer nel1963. Una comunità di monaci buddisti di Saigon avvisò al telefono il corrispondente di guerra Malcom Browne che quel giorno sarebbe avvenuto un fatto importante. Browne si diresse nel centro di Saigon e dopo una processione di monaci uno di loro sedette al centro della strada e si diede fuoco per protestare contro le persecuzioni a scapito dei buddisti nel paese.

“Non so esattamente quando il monaco morì, perchè dalla sua espressione e dalle sue labbra non trapelò una smorfia o un grido di dolore finchè non fù completamente bruciato” disse Browne, testimone del gesto.

Foto scattata da Raghu Rai, fotografo e giornalista indiano, collaboratore di  Henri-cartier-Bresson. L’immagine ritrae un bambino, seppellito dal proprio padre, morto a causa del disastro in Bhopal nel 1984. Una fuoriuscita di 40 tonnellate di isocianato di metile (MIC) dalla fabbrica Union Carbide India Limited (UCIL)  di fitofarmaci causò 3787 vittime accertate.

Questa ragazza si chiama Omayra Sanchez. Fu una delle 23 mila vittime dell’eruzione del Nevado del Ruiz che nel 1985 distrusse la città di Armero, in Colombia. Omayra morì dopo tre giorni di estenuanti tentativi di salvataggio.

Il fotografo Frank Fouriner, che vinse l’anno dopo il premio World Press Photo, venne assalito dai dubbi: è giusto mostrare la sofferenza senza mancare di rispetto alle vittime? Ma questa immane tragedia quanto sarebbe stata ricordata senza questa foto?

 

1983. Turchia, un terremoto di proprorzioni disastrosedevasta le vicinanze di Erzurum e Kars. Questa donna, Kezban Özer, trova i  suoi cinque figli sepolti dalle macerie.

Mustaffa Bozdemir, fotografo turco, vinse quell’anno il World Press Photo of the year con questo scatto.

Fungo Atomico. Nagasaki. 1945

Volevamo concludere la carrellata di queste foto con un inno alla vita.

Perchè l’uomo, e la natura, è anche questo.

A causa di un caso di spina bifida i medici furono costretti ad intervenire sull’utero di una donna incinta. Inaspettatamente questo piccolissimo bambino tende la mano al chirurgo. L’operazione riuscì perfettamente.

Il bambino si chiama Samuel, oggi ha 14 anni, ed è stato, inconsapevolmente, il soggettoa di una delle foto più belle degli ultimi anni.

 

Leggi anche

Seguici