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La Terra Dei Fuochi Esiste Davvero, le Foto Choc delle Vittime Comuni

La Terra dei Fuochi non deve morire. Gli appelli dei "Non VIP" a favore delle terre martoriate dai rifiuti tossici

admin

di Redazione VitaDaMamma

09 Ottobre 2013

la terra dei fuochi La Terra dei Fuochi non è uno show televisivo, e neanche un reality di cucina.

La Terra dei Fuochi esiste davvero, in Italia, è un area di territorio compreso tra Napoli e Caserta, una terra che la bramosia dell’uomo, il corrotto, ha destino ad una morte certa. 

Dal 2008 è una pagina Facebook, è un sito (laterradeifuochi.it), e qualcuno famoso ci ha anche messo la faccia.

Ma andiamo con ordine.

La settimana scorsa la trasmissione Mediaset Le Iene ha reso pubblica una questione annosa, che ha radici profonde, che viene lamentata da più di 20 anni e che ancora oggi continua a mietere le sue vittime.

In questi territori, tra Caserta e Napoli, ingenti quantità di rifiuti tossici, scarti di lavorazione di alcune fabbriche situate a Nord della nostra penisola, sono stati sversati ed interrati abusivamente grazie alla connivenza della camorra, grazie al silenzio delle istituzioni.

 

Tali discariche hanno trovato collocazione accanto a campi coltivati, terreni adibiti alla raccolta di diversificate colture, come frutta o verdura.

Ma perchè viene chiamata la “Terra dei Fuochi”?

I rifiuti riversati nelle campagne, che danno così origine a vere e proprie discariche a cielo aperto, venivano, e vengono tutt’ora, bruciati in modo “criminale”: roghi dall’inconfondibile fumata nera che avvelenano l’aria e tutti coloro che sono costretti a respirarla.

Inoltre, l’autocombustione dei rifiuti tossici interrai ha determinato l’avvelenamento delle falde acquifere, della terra coltivata e di molti abitanti che vivono nei 47 comuni più colpiti.

Molte inchieste sono state aperte in questi 20 anni. Qualcuna è stata insabbiata, altre sono ancora in corso.

Ma niente è riuscito a frenare questo fenomeno, un biocidio che, come sostiene Angelo Ferrillo, presidente del sito terradeifuochi.it, è:

Il più grande avvelenamento di massa di un Paese occidentale, la più grande catastrofe ambientale a ‘partecipazione pubblica’. 

la terra dei fuochi Nelle ultime settimane, dopo il ritrovamento di alcuni contenitori di rifiuti tossici sepolti a Casal di Principe e Qualiano, i media hanno puntato ed acceso i loro riflettori su questa terra martoriata, mettendo in evidenza un problema che da vari decenni viene denunciato ma a cui nessuno ha dato la giusta e dovuta importanza.

Ne è scaturita la classica “corsa alla solidarietà“, in particolar modo sui social che, come spesso accade in questi casi, viene mobilitato da persone comuni e non, grazie alla massiccia condivisione di post e messaggi creati per la situazione.

Roberta, una ragazza 19enne di Trentola Ducenta, che ha perso uno zio per tumore ai polmoni, ha deciso di coinvolgere la regina del Gossip italiano: Selvaggia Lucarelli.

Quest’ultima si è lasciata coinvolgere, ed ha chiesto aiuto anche ai suoi amici vip….. è nata così la pagina facebook “La terra dei fuochi non è sola”.

Lì sono state pubblicate foto di volti noti come Fiorello, Antonella Clerici, Federica Pellegrini, che hanno virtualmente adottato uno di quei paesi martoriati dai fumi tossici. Le foto mostrano i vip con un cartello con su scritto il nome di un paese della zona campana e di seguito la frase “Non deve morire”.

Supportata da questa iniziativa, da questo spazio “VIP” virtuale creato per mobilitare l’interesse pubblico su una problematica che non riguarda soltanto la Campania, bensì tutta l’Italia, Roberta ha deciso di creare una propria iniziativa denominata “Noi ci mettiamo la faccia“.

Ecco come la giovane descrive la sua iniziativa attraverso un’intervista rilasciata al quotidiano “Il Mattino”:

“Da lì (si riferisce alla pagina facebook creata da Selvaggia Lucarelli – ndr) è nata questa pagina. Perché l’impronta del personaggio famoso è stata fondamentale, ma poi toccava soprattutto noi, gente che vive il problema in prima persona, dover metterci la faccia. L’iniziativa è stata subito accolta dai miei familiari, che sono stati i primi a mettere la foto, e da Vincenzo, mio collaboratore e, soprattutto, grande amico. La cosa più bella è che abbiamo ricevuto foto anche da altre parti d’Italia e del mondo. Perfino dall’Australia. Gente partita per cercar fortuna, ma che non ha dimenticato la propria terra d’origine. Siamo due ragazzi normalissimi, giovani studenti universitari che non pensavano di riuscire a mettere insieme così tanta gente. Per noi è già un risultato eccezionale… Sappiamo che la pagina serve solo a fare casino e a costringere a parlare del problema. Ma la cosa fondamentale è scendere in strada a protestare, partecipare in massa alle manifestazioni”.

Nata il 2 ottobre 2013, “Noi ci mettiamo la faccia raccoglie diverse testimonianze fotografiche di persone, gente comune che ogni giorno si ritrova ad affrontare lo spettro della morte, l’incubo della malattia, per sè e per i propri cari, una spada di Damocle che continua a pendere su di loro, sulla loro terra, sulla NOSTRA terra.

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Gli interrogativi posti dalla nostra redattrice, mamma Maria, residente anche lei nella Terra dei Fuochi

 

 

 

 

 

 

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