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Capodanno 2011: con botti e fuochi ancora il pericolo di feriti, mutilati e morti

Federica Federico

di Federica Federico

31 Dicembre 2010

Quanto vale un’emozione?
Per quanto intensa, per quanto forte ed adrenalinica, per quanto eccitante … nessuna emozione può valere la vita, né può valere una mutilazione, un dolore o una ferita “irrecuperabile”!

La notte di San Silvestro riesce spesso a trasformarsi in una irragionevole tragedia a causa dei noti <<Botti di Capodanno>>. La “cultura” di sparare ed accendere ordigni esplosivi è diffusa in tutto lo stivale, ma si dimostra assai radicata e pericolosa nel sud Italia.
I cultori del <<Botto di Capodanno>> faticano a comprendere la natura del “gioco” con cui amano festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Per loro i <<Fuochi e gli Spari>> sono riti augurali e festanti, ma, di fatto, quasi tutti i <<Botti>> giochi non sono!
Persino le così dette stelline, sovente usate per il divertimento dei bambini vanno maneggiate con le dovute cautele.

I <<Botti>> sono esplosivi, di norma si tratta di miscele esplosive a basso potenziale, ma è bene sapere che tanto più è alta la così detta categoria del <<Botto>> – indicata nell’etichetta – tanto più aumenta il potenziale esplosivo e la pericolosità dello strumento da fuoco.
Una volta chiarita la natura dei <<Botti di Capodanno>> è evidente anche che definirli pericolosi non è banale!
I fuochi ad alto potenziale di rischio, quelli cioè di categoria IV o V non dovrebbero essere acquistati e maneggiati da dilettanti e, soprattutto, andrebbero evitati del tutto laddove ci sono dei bambini – oltre al pericolo di incidenti, sempre in agguato quando si ha a che fare con materiali esplosivi, queste “bombe” fanno un frastuono assordante e emettono una grossa quantità di fumi, rumore e smog possono costituire un danno per la salute dei bambini ed insieme possono arrecare ai piccoli grande spavento!
Vale la pena aggiungere che legalmente questi ultimi fuochi (IV e V categoria) non sono destinati al mercato degli ambulanti, ovvero non dovrebbero essere commercializzati sulle classiche bancarelle!

La pericolosità del <<Botto>> cresce a dismisura quando esso è illegale, ovvero quando si tratta di un ordigno non prodotto dalla filiera garantita e controllata dallo Stato.

Come facciamo a sapere se un <<Botto di Capodanno>>, portato in casa nostra da un parente o da un ospite, è illegale?
A svelarci la provenienza del “Fuoco” ci pensa l’etichetta, leggetela sempre con attenzione! I <<Botti legali>> sulla confezione riportano una etichetta integra e leggibile recante autorizzazione del Ministero dell’Interno, oltre che la categoria di appartenenza del <<Botto>>.
È il caso di sottolineare ancora che i botti illegali escono da ogni circuito garantito dallo Stato perché prodotti da una filiera non riconosciuta e quindi non controllata. E tale mancato controllo fa venire meno ogni garanzia di sicurezza per il consumatore: i botti illegali potrebbero essere malamente prodotti, difettosi, pericolosi e nocivi.

La Polizia di Stato si prodiga ogni anno di più per informare sulla pericolosità dei <<Botti di Capodanno>>, ed ad ogni San Silvestro torna a ripetere quanto possano essere insidiosi i “Fuochi illegali”.
Fate a voi stessi ed alla vostra famiglia un bel regalo: non comperate <<Botti>> pericolosi e non comperatene Mai di illegali!


La “Tragedia da Botto” è una realtà! Non è una notizia da primo dell’anno!
È necessario ricordare la criticità di questo problema cronico della nostra Italia, che torna immancabilmente ogni anno.

In Campania, nelle zone del napoletano dove ogni anno è i <<Festeggiamenti di Capodanno>>  non mancano di ferire, mutilare e tal volta uccidere, è nata una campagna di prevenzione per i fuochi pericolosi.
L‘iniziativa si intitola:
“A Capodanno un attimo può … essere per sempre”.

La campagna è inspirata alle tante storie vere di mutilazioni e sofferenze. Prende spunto dalla vicenda di Nino, il nome è di fantasia ma fa riferimento al caso particolare un ragazzino rimasto mutilato per ben due volte nel giro di due anni. Nino ha perso prima l’avambraccio sinistro e poi la mano destra, ha perso parti del suo corpo “giocando con i Botti” durante due diverse notti di San Silvestro, un anno dopo l’altro.

La storia di Nino è raccontata sulle pagine del quotidiano partenopeo “Il Mattino”.
La vicenda inquieta, data la ripetizione dell’evento tragico per due anni di seguito.
Il direttore dell’Unità operativa complessa dell’Asl di Napoli 1, Umberto Passaretti, fu il chirurgo che in quelle drammatiche notti operò il ragazzino. Sulle pagine del quotidiano napoletano, Passeretti dichiara: <<Quando me lo hanno portato per la seconda volta in due anni quasi non ci volevo credere. Il dolore, l’impotenza, si sono mescolati alla rabbia>>

Nino non è la sola vittima della “esplosiva festa di Capodanno”, e Nino come altri mutilati ha persino la fortuna di essere vivo. Nel 2009 nella provincia di Napoli, a Torre Annunziata, il nuovo anno incomincia nel sangue: Carmela Sermino, donna, mamma e moglie straordinariamente forte e fiera perde suo marito: il padre della sua bambina muore per un “colpo vagante” sparato per far festa. Non si sa da dove, da chi e perché! Il colpo raggiunge l’uomo mentre era in casa sua, seduto tra i suoi parenti ed amici, mentre festeggiava giocando a carte.

Queste storie non vanno dimenticate! La memoria di questi eventi va onorata perché essi devono divenire gli strumenti per mutare la coscienza sociale del paese, per aumentare la responsabilità civile e per modificare i costumi se e quando tali abitudini sono pericolose!
È vero che “Sparare” è un rito, ma siamo divenuti abbastanza civilizzati e civili da comprendere che è un rituale pericoloso? È chiaro a tutti che non vanno usati ordigni ad alto potenziale e men che meno armi?

E se un nostro amico o un parente proprio non vuole rinunciare a “Sparare”?
Dobbiamo pretendere che lo faccia in assoluta sicurezza!
Qui di seguito alcune norme di sicurezza necessarie per un uso coscienzioso dei <<Botti di Capodanno>>

  • Mai usare armi.
  • Mai permettere ai bambini di utilizzare i “Fuochi”, i bimbi devono guardarli da lontano ed in condizioni di totale sicurezza! Non esistono “Fuochi innocui”, non lo sono neanche le “Stelline di Capodanno”, quei bastoncini che accesi emettono scoppiettanti lucine bianche – non lasciate mai che i bimbi le maneggino da soli, ricordate che sono incandescenti, quindi sono pericolose se avvicinate agli occhi e se condotte a contatto con materiali infiammabili (divani, tende, i capelli o i vestiti di una bambola, tovaglie ecc) possono dare origine a piccoli, medi e grandi incendi.
  • Conservare i “Fuochi” in luoghi sicuri e lontano dai bambini. Fate molta attenzione alla posizione dei petardi con accensione così detta da sfregamento, essi non vanno trasportati in buste, borse o zaini per evitare che si inneschi qualche scintilla, appunto determinata dallo sfregamento degli uni sugli altri.
  • Innescare i fuochi solo in spazi aperti ed ampi, lontani da persone ed animali, non direzionarli mai verso finestre e balconi, né adoperarli in prossimità di oggetti infiammabili – come possono essere tende, rami secchi, stendibiancheria con bucato ad asciugare (ricordate di avvolgere le tende, se possibile tirate le piante all‘interno o bagnatele, rimuovete la biancheria che avete sui balconi, riponete sdraio, cuscini e tovaglie che normalmente tenete all‘esterno in terrazze o balconi che restino esposte ai fuochi vostri ed altrui).
  • Non fumare mentre si maneggiano i <<Botti>>.
  • Adoperare un abbigliamento consono, ovvero evitare di indossare materiale altamente infiammabile (evitate abiti in tessuto acrilico) e non indossate mai guanti.
  • Tenere i fuochi lontano dagli occhi, una volta accesi i petardi di ogni genere e tipo vanno rigorosamente tenuti lontano da viso ed occhi, sarebbe buona norma non tenerli in mano, è preferibile legarli ad una inferriata o ad una ringhiera.
  • Mai accendere più fuochi contemporaneamente, accendete un fuoco per volta!
  • Mai tentare di recuperare i “Fuochi ” inesplosi, non provate mai a riaccenderli e non raccoglieteli mai, i petardi inesplosi sono pericolosissimi! I bambini sono i soggetti più esposti, per la loro ingenua curiosità, ad incidenti da petardo inesploso; per evitare che entrino in contatto con materiale esplosivo ancora potenzialmente attivo evitate che escano da soli prima che sia avvenuta la pulizia delle strade.

Per approfondimenti sulla iniziativa campana “A Capodanno un attimo può… essere per sempre” visitate il sito:
http://vicoequenseonline.blogspot.com/2010/12/capodanno-un-attimo-puo-essere-per.html

Per non dimenticare chi ha vissuto sulla propria pelle il dramma di un incosciente e sconsiderato modo di festeggiare il Capodanno, vi riproponiamo la storia di Carmela Sermino, come fu raccontata dalla sua stessa voce a Mattino Cinque nel 2009:

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