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Genitori Troppo Vecchi e una Sentenza che Indigna il Web

Ecco le motivazioni della sentenza.

Gioela Saga

di Gioela Saga

10 Novembre 2013

genitori-nonni

Tanti erano già state le controverse opinioni a seguito della vicenda legata alla piccola Viola, nome di fantasia che si è voluto dare ad una bimba di ormai tre anni, per tutelarne la privacy.

Luigi e Gabriella De Ambrosis avevano rispettivamente 70 e 57 anni quando, grazie alla fecondazione artificiale, hanno concepito la bimba. La coppia già nel 2003 aveva fatto richiesta di adozione, rifiutata poi per ragioni di età. I due avevano dunque intrapreso l’unica strada possibile: fecondazione artificiale all’estero.

fiocco per la nascita di Viola maggio 2010

Il fiocco appeso al cancello di casa De Ambrosis per la nascita di Viola

La piccola è nata il 26 maggio 2010 al “Sant’Anna” di Torino. Fin da subito la notizia aveva destato scalpore, vedendo nell’età così matura dei genitori un conflitto evidente con la possibilità di prendersi effettivamente cura della bimba.

Il dibattito è annoso, fin da dalla possibilità stessa che, da sempre, la fecondazione assistita possa dare la capacità di procreare anche in età avanzata.

Per Gabriella Carsano, bibliotecaria, e Luigi De Ambrosis, pubblicista in pensione, l’arrivo di Viola è stato un dono, il sogno di una vera famiglia e di un’eredità di valori e amore da tramandare. Il ritorno a casa a Mirabello Monferrato, nell’alessandrino, ha segnato invece l’inizio di una sorta di incubo e vessazione.

Le opinioni rispetto a tutto ciò si sprecano. Chi fin da subito si è schierato a favore dei genitori, in quanto la genitorialità non può essere legata all’età e prescinde dalle ipotesi sul futuro che per tutti, ad ogni età, è ignoto. Chi pensa che la felicità e l’amore genitoriale non possano essere vincolati ad un minimo di convivenza garantita.

Corte di Cassazione decide per De Ambrosis e ViolaChi, essendo già contro alla fecondazione assistita, vedeva in tutto ciò, l’esempio palese di aberrazione finale. Altri ancora invece hanno sostenuto che non importa se dura un giorno o una vita: l’amore dei genitori per i figli non può avere limiti se, proprio grazie alla scienza, si possono superare.

A tutto ciò, un infausto destino sembra essersi divertito ad accanirsi contro questa famiglia. Già sottoposti a questa specie di “giudizio” popolare e, forse, ufficiosamente sotto controllo, un fatto abbastanza usuale sopraggiunge nelle prime settimane di vita della piccola.

Alcuni vicini di casa segnalano che la bimba è stata lasciata in macchina, nell’ovetto, da sola a piangere alle dieci di sera, nel vialetto davanti a casa, una minuscola strada dove non passano macchine o quasi.

Vane sono state le spiegazioni di Luigi che ha sempre detto di averla lasciate addormentata e di corsa è andato a scaricare la spesa e scaldarle il latte, poi sarebbero andati a prendere la mamma. Dopo alcuni giorni invece vi è stato l’intervento dei carabinieri e magistratura che per tutelare la minore provvedono a darla in affido.

La bimba era in un posto protetto, il padre stava vigilando,  a chi non è capitato?

Da allora è partito il calvario della coppia che, seppur prosciolta dall’accusa penale, ha subito la gogne mediatica e il giudizio finale in Cassazione di questi giorni che risulta ancora più penalizzante e frustrante.

genitori nonni e sentenza CassazioneLa bambina sarà data in adozione, non potrà più tornare dalla sua famiglia naturale.

Sono 16 le pagine del dossier, redatto dal giudice Massimo Dogliotti, in cui si spiegano le ragioni che, si sottolinea più volte, non hanno a che fare con l’età dei genitori.

– Luigi e Gabriella avrebbero una “modalità distonica”, sbagliata, di rapportarsi con la bambina e, in particolare, per la madre “il mondo esterno è visto come una proiezione dei propri desideri o bisogni, indipendentemente da un esame obiettivo della realtà”.

– Secondo il giudice, quella fatidica notte, il padre sarebbe intervenuto per prendere la piccola dalla macchina solo perché “scoperto”.

– Il De Ambrosis non avrebbe immaginario paterno e non riesce ad esprimere i suoi sentimenti genitoriali, ciò è stato valutato negli incontri bisettimanali (di un’ora ciascuno davanti ad un’assistente sociale…)

In conclusione esiste  “una grave ed irreversibile inadeguatezza dei genitori”. 

C’è chi ancora vocifera che il tutto sia avvenuto per vecchi rancori tra vicini di casa, nei cortili di paese ma tra tutto questa confusione, pregiudizi, scrupoli e fredde parole di perizia, vi è una bimba che non conoscerà i suoi veri genitori.

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