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Allarme Unicef: Massacri in Scuole e Ospedali in zone di Guerra

Violenze e massacri in zone di guerra: il rapporto Unicef diffonde dati allarmanti

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

15 Novembre 2013

Il rapporto annuale delle Nazioni Unite sulla condizione infantile nelle zone di guerra maggiormente colpite del pianeta rivela una condizione agghiacciante che nessuno mai vorrebbe sentire.

I bersagli preferiti dei cecchini nelle zone di guerra sono scuole e ospedali.

Inutile pensare come nel mondo civile notizie come queste  vengano metabolizzate difficilmente: i posti nei quali i piccoli maggiormente si sentono protetti, nei quali si va per stare bene e imparare diventano le tombe degli stessi bambini.

E l’Unicef impone un no deciso affinchè questo non avvenga, affinchè anche nelle zone più martoriate dalle guerre ci possa essere una sorta di etica, di morale che vieta massacri simili.

Dal reclutamento, alle uccisioni, alle mutilazioni: questo succede dentro scuole e ospedali.

In Afghanistan ad esempio i cecchini prendono di mira le scuole per attentati dinamitardi o con kamikaze. Scuole incendiate, rapimenti, uccisioni. 10 scuole nel territorio utilizzate a scopi militari, in un posto dove solo il 57% delle famiglie ha accesso all’acqua potabile e il 29% ai servizi igienici.

In Afghanistan la malnutrizione acuta è stimata tra il 2.8% e il 17%, un paese con le più alte mortalità infantili del mondo.

E in un posto dove l’assistenza umanitaria alle popolazioni è negata, il 50% dei bambini in età scolare non frequenta alcuna scuola e la maggior parte delle scuole è chiusa dal 2012.

E non va meglio in Mali e in Siria.

Il rapporto Onu parla di 115 scuole saccheggiate in Mali, o contaminate da mine inesplose. L’86% degli studenti del nord del paese è rimasto da quest’anno senza accesso alle scuole, a Gao e Timbuktu non esistono servizi sociali.

In Siria dalla fine di febbraio 167 sono state le vittime di attentati in scuole, di cui 69 insegnanti. 2.445 scuole danneggiate, in alcuni punti del paese i bambini non ricevono istruzione da più di un anno e mezzo.

E questi sono i conflitti noti.

Pensiamo che nel mondo al momento si combattono 400 guerre, solo in Africa 24 stati sono in conflitto e 116 sono i gruppi di milizie, guerriglieri e separatisti, che fanno centinaia di migliaia di vittime.

Una scuola in Congo

Nella Repubblica Centrafricana, a causa del colpo di stato manca l’acqua, il personale medico e le medicine, le città sono invase da rifiuti. E a tutto questo si aggiunge che quasi la metà dei bambini viene reclutata nelle milizie armate.

Anche in Congo la situazione non è diversa. Incendi, razzie in case e scuole, violenze sessuali, reclutamento dei più piccoli da parte di gruppi di guerriglieri. Solo a nord di Kivu 540 scuole sono rimaste colpite dalla guerriglia.

In Congo i bambini sotto i 5 anni sono oltre 13 milioni, di cui un milione soffre di malnutrizione grave, e le epidemie di colera, malaria e polmonite minacciano ancora troppi, con oltre 25.000 casi di colera segnalati.

Dati Unicef.

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