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Come aiutare i bambini a fare i compiti

Ecco le strategie per aiutare correttamente i nostri figli nello svolgimento dei compiti a casa

di Diego Astarita

12 Novembre 2013

 

 

 

I genitori hanno appena pranzato e si avvicina il fatidico momento. “Mamma, papà, devo fare i compiti”! Quanti di noi sentono pronunciare spesso questa frase da bambini un pò annoiati di riprendere in mano i libri, nonostante siano trascorse poche ore dalla fine della giornata scolastica. Ebbene sì, lo studio domestico rappresenta un rituale a cui prendono parte molto più frequentemente le mamme. Vuoi per gli impegni del marito “in carriera”, vuoi  il “cuore” di mamma, che non se la sente di abbandonare i pargoli in questa, diciamolo pure, spiacevole pratica, sono quasi sempre le mamme di famiglia ad aiutare i bimbi nei compiti a casa.

 

 

 

 

 

AIUTARE E NON SOSTITUIRSI Il primo imperativo da seguire nell’ aiutare i bambini alle prese con lo svolgimento dei compiti a casa è questo: aiutare senza sostituirsi. Molto spesso, infatti, i bambini, un pò a causa della pigrizia, un pò perchè trovano oggettive difficoltà nello svolgere qualche compito, preferiscono che il genitore si sostituisca ad essi, scaricando quindi su di lui ogni tipo di responsabilità. Bisogna quindi prima di tutto mostrarsi irremovibili su tale punto: un aiuto lo daremo, ma senza per questo evitare che il bambino si applichi e trovi da solo la soluzione a quel problema di matematica o a qualsiasi altro quesito. Non è facile, infatti, destreggiarsi tra le richieste dei bambini che invocano aiuto senza cedere alla tentazione di svolgere al loro posto i compiti. Sebbene tale soluzione possa essere vista come la più comoda, essa provocherebbe seri danni, soprattutto in futuro. In primis, infatti, il bambino, sapendo che il genitore si sostituisce a lui nello svolgimento dei compiti, si adagia senza prestare la benchè minima attenzione allo studio; in secundis, la sua capacità di apprendere e soprattutto il suo metodo di studio saranno compromessi e potranno peggiorare quando arriveranno alle scuole superiori. Bisogna quindi stare molto attenti, offrendo sì un aiuto valido e concreto, ma senza sostituirsi affatto a loro.

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