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Imparare a parlare: giocare con le immagini per stimolare il bambino

admin

di Redazione VitaDaMamma

10 Gennaio 2011

La logopedista di Vita da Mamma, Dott.ssa Michela Del Prete ci illustra oggi la valutazione logopedica del linguaggio.

Cos’è la valutazione logopedia del linguaggio? In pratica altro non è se non la valutazione delle capacità linguistiche del bambino effettuata dal logopedista durante la visita.

Come si svolge una visita?

In che modo il logopedista appurare quali competenze linguistiche possiede il bambino?

Cosa fa il dottore per scongiurare l’esistenza di qualsivoglia problema funzionale?

Qui di seguito la spiegazione puntuale della nostra esperta:

La logopedista, figura professionale esperta in disturbi foniatrici, neuropsicologici e danni dovuti a traumi al sistema nervoso, effettua, su prescrizione medica, la valutazione monofunzionale logopedica.

Nell’ambito del linguaggio, la valutazione si articola in quattro livelli:

  • Fonetico-fonologico: riguarda la fonetica e la fonologia del linguaggio;
  • Lessicale-semantico: riguarda il vocabolario del bambino e la comprensione del linguaggio;
  • Morfosintattico: riguarda la morfosintassi ovvero come il bambino costruisce  la frase
  • Narrativo: riguarda le abilità di narrare, raccontare storie e descrivere immagini, ecc…

Tutti questi livelli vanno valutati sia in espressione (valutando pertanto la produzione del bambino) che, soprattutto, in comprensione (ad esempio: il bambino non mi produce la parola “mela”, ma la riconosce in comprensione? Se gli dò due oggetti rappresentanti la frutta e gli chiedo “dammi la mela” il bambino me la dà?).

La valutazione logopedica si scinde in due momenti diversi:

  1. La raccolta dati riguardante la gravidanza, il parto e lo sviluppo del bambino dalla nascita ad oggi. Essa si basa sulla collaborazione dei genitori che dovranno pertanto riportarci un quadro quanto più preciso possibile;
  2. La valutazione delle competenze, ovvero la valutazione dei livelli del linguaggio.

DI COSA SI AVVALE LA VALUTAZIONE LOGOPEDICA DEL LINGUAGGIO?

La valutazione logopedica utilizza test standardizzati volti a valutare, nel modo più oggettivo e sistematico, le performance linguistiche.

Il linguaggio viene valutato mediante il Bilancio Fonetico, sia su ripetizione (la logopedista chiede di ripetere delle parole) che su denominazione (mediante utilizzo di immagini od oggetti).

Nei bambini più piccoli, o nei bambini che non riescono nel riconoscimento di immagini, si utilizzeranno oggetti appartenenti a categorie semantiche precise (animali, frutta, alimenti, mezzi di trasporto ecc): si impronterà tutto sul gioco e si osserverà sia il gioco spontaneo del bambino che il suo comportamento alle richieste della logopedista. Si cercherà, pertanto, di valutare la produzione del linguaggio, in produzione e comprensione, in tutti i suoi livelli.

Se il bambino è in grado di riconoscere e denominare immagini, allora la valutazione utilizzerà maggiormente l’ ausilio di immagini sempre appartenenti a specifiche categorie semantiche.

L’utilizzo delle immagini ci permette di valutare anche il grado di astrazione mentale che il bambino riesce a fare: infatti esso è indice di un’acquisita competenza cognitiva che permette al bambino di associare un’immagine ad un oggetto che viene rappresentato a livello mentale.

Durante la valutazione, la logopedista annoterà eventuali alterazioni fonetiche, ovvero foni distorti, ed eventuali alterazioni fonologiche, ovvero se le alterazioni riguardano la configurazione della parola.

Durante il bilancio fonetico, sarà inoltre possibile valutare qualitativamente e quantitativamente il vocabolario del bambino.

Le abilità morfosintattiche e narrative possono essere valutate mediante l’utilizzo di sequenze temporali da riordinare e narrare; in tali prove si porrà attenzione all’utilizzo della  struttura morfosintattica  e alle abilità di strutturare una storia mediante l’utilizzo di concetti causali e temporali.

Dott.ssa Michela Del Prete

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Dall’articolo si evince che l’uso delle immagini è uno strumento essenziale per stimolare il bambino, favorire il linguaggio, il riconoscimento degli oggetti e l’associazione dei concetti mentali alle figure materiali.

Giocare con delle figure associando ad esse un nome, costruendo delle storie in piccole frasi è per i bambini una opportunità di sviluppo intellettivo e linguistico. Noi mamme potremmo e possibilmente dovremmo esercitare i nostri piccoli, a seconda della loro età, alla osservazione, alla associazione ed alla verbalizzazione delle immagini. I bambini che si preparano a parlare troveranno giovamento da un buon gioco guidato e mirato, attraverso l’uso orientato delle figure, a capire, riflettere e pronunciare le prime parole. I più grandi possono fare giochi di associazione e narrazione. Grazie ai consigli della logopedista ed alla matita della nostra mamma artista, Mamma Silvia, oggi vi proponiamo di stampare i disegni proposti da Vita da Mamma– eventualmente plastificarli ad uno ad uno – e giocare con le immagini insieme al vostro bambino. Ciò che i logopedisti fanno in termini di stimolo del bambino è un ottimo esercizio da mutuare.


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