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Giovane Mamma Tenuta in Coma 7 giorni, ma Stava Bene

7 giorni di coma per una malattia che semplicemente non c'era, una storia incredibile

Gioela Saga

di Gioela Saga

25 Novembre 2013

messa in coma farmacologico per un'errata diagnosi dopo il parto

Una bruttissima avventura per Martina una giovanissima mamma che è passata in pochi istanti dal più bel momento della sua vita ad un incubo per lei e per tutta la sua famiglia.

Martina e la diagnosi sbagliata dopo il partoMartina, 18 anni di Gela (CL), si sposa nel settembre scorso con Emanuele e corona il suo sogno. E’ anche in attesa del loro bimbo che nasce il 6 novembre scorso. Tutto sembra andare per il meglio ma purtroppo una tragica settimana sta per segnare in modo indelebile la vita di questa giovane famiglia.

Martina si sente male a poche ore dal parto e viene trasferita dall’ospedale di Gela all’ospedale Garibaldi di Catania. Ore di angoscia precedono un esito funesto: meningite.

La ragazza viene immediatamente messa in coma farmacologico e vengono prese tutte le precauzioni del caso, racconta Emanuele:

“In ospedale hanno disinfettato sia la sala parto che la stanza di degenza dove è stata ricoverata mia moglie e a scuola, nonostante l’Asp avesse scongiurato ogni tipo di contagio, hanno assecondato le richieste degli studenti con un intervento di disinfezione e due giorni di lezioni sospese”

“Il medico del pronto soccorso dopo avere accompagnato mia moglie a Catania ha preferito mantenere le distanze restando fuori dalla stanza di degenza”

meningite diagnosticata al posto di vaso spasmo, storia di MartinaDopo un ennesimo trasferimento all’ospedale Cannizzaro, sempre a Catania, finalmente viene riformulata la diagnosi che esclude con assoluta certezza la meningite. Martina è stata vittima di un vaso spasmo, riconducibile agli effetti post-parto.

La mamma è stata subito risvegliata dal coma farmacologico e trasferita dal reparto di Rianimazione all’unità operativa di Neurologia.

Sette terribili giorni prima di arrivare alla verità! Fortunatamente Martina sta bene e non ha riportato nessuna conseguenza. Tutti gli esami finora effettuati sono risultati negativi. Nei prossimi giorni potrà tornare a casa e riabbracciare il suo piccolo Rocco.

Adesso probabilmente la coppia, assistita da un avvocato, ricorrerà alle vie legali per avere giustizia, si sta anche valutando di presentare un esposto per procurato allarme.

Ciò che più conta è che Martina stia bene ma le ore di angoscia vissute e le possibili conseguenze dovute a questa erronea e superficiale diagnosi, che per fortuna sono state scongiurate, hanno tolto la gioia dei primissimi momenti da vivere con il proprio bambino che non potranno in nessun modo essere restituiti…

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