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Educare bene i figli ed essere un buon genitore

di Dott. Giuliano Gaglione

19 Gennaio 2011

Essere un buon genitore è l’aspirazione di ciascuno di Noi, ogni mamma ed ogni papà avverte questa esigenza, sente la responsabilità della buona educazione dei figli e si domanda come impartirla nel migliore modo possibile.

Oggi il Dottor Gaglione, esperto psicologo, illustra per Vita da Mamma i meccanismi che influenzano e determinano l’orientamento e le scelte educative dei genitori. Ecco come il nostro psicologo espone la questione:

Per comprendere la natura delle funzioni genitoriali non è importante solo osservare i genitori, ma capire anche cosa essi “sentano” e cosa sperino per lo sviluppo del loro bambino.  Tecnicamente in psicologia si possono definire “credenze” i suddetti sentimenti e le suddette speranze.
I sistemi di credenze, ovvero i sentimenti, le aspettative  e le speranze nutriti da madri e padri, sono degli elementi cardine per determinare le attività pratiche dei genitori. È evidente che, di fatto, le aspettative di un genitore orientino i suoi comportamenti, l’educazione ed il modo di imprimerla, influenzando di conseguenza lo sviluppo comportamentale dei bambini.

A tal proposito – secondo consolidati studi psicologici – alcuni aspetti dell’educazione del bambino possono derivare dalle esperienze pratiche piuttosto che da un particolare stile di pensiero.

Un importante psicologo  – Miller (1988) – ha esaminato la natura e la provenienza delle “aspettative” genitoriali, ha studiato come esse influenzano il comportamento dei figli e la relazione tra le stesse e lo sviluppo dei bambini.

Il risultato ultimo è che ereditarietà e esperienza possono influenzare le caratteristiche della prole.
In particolare la questione della provenienza delle “aspettative genitoriali” è stata affrontata attraverso una discussione riguardante il ruolo dell’esperienza nell’educazione del bambino; in realtà oltre ad essa vi sono altri due importanti fattori che influenzano il suo sviluppo, ovvero: lo scenario socio – culturale e la personalità individuale del genitore.
Il Retroterra culturale dei genitori conta perché spesso i membri di una specifica società tendono ad avere molte idee in comune circa il modo in cui educare i figli.

Esiste secondo lo studioso appena citato – Miller – un nesso tra “aspettative” e comportamento genitoriale? Si e stando agli studi presi in considerazione i sistemi più elaborati di aspettative e sentimenti comportano pratiche educative che generano maggiori capacità, abilità ed attitudini nei bambini: in determinate occasioni questo nesso non può essere di tipo diretto poiché possono intervenire altre variabili quali le esigenze derivanti da problemi immediati, la presenza di altre persone e così via.
Medesimo discorso vale anche per la relazione “aspettativa” genitoriale  e sviluppo del bambino, inevitabilmente i sentimenti e le aspirazioni che il genitore nutre esercitano un’azione di guida durante le interazioni con i figli.

E cosa accade qualora i genitori siano in disaccordo sulla conduzione del processo educativo? Dagli studi psicologici è emerso che un maggior disaccordo comportava sia una maggiore probabilità di un futuro divorzio sia a un minore controllo degli impulsi da parte dei bambini di sesso maschile. Di conseguenza questi ultimi manifestano un maggiore bisogno di un ambiente familiare in cui i genitori adottino medesimi stili educativi nella crescita della prole.

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