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Togliere il pannolino per il vasino: perchè il bimbo trattiene la cacca

di Dott.ssa Rita Moré

17 Gennaio 2011

Cacca e pipì sono funzioni fisiologiche il cui espletamento si lega alla crescita del bambino dal momento in cui il cucciolo è indirizzato dal genitore verso il vasino. In parole povere imparare a fare i bisogni nel vaso significa crescere, controllare e gestire il proprio corpo e gli istinti fisiologici, compresi quelli legati alla evacuazione delle feci. Questo processo di crescita ed emancipazione non sempre è facile, ci sono bambini che necessitano di molto tempo e pazienza per liberarsi dal pannolino e per imparare a gestire completamente e con totale successo i propri bisogni fisiologici.

Ecco cosa domanda una amica di Vita da Mamma alla nostra pedagogista, la dott.ssa Morè Rita:

<< Buongiorno dottoressa, da un mesetto con mia figlia si è presentato un problema ovvero quando ha lo stimolo per andare di corpo lei trattiene …

…e cosi passano i giorni senza che vada di corpo. Le conseguenze sono che lei dorme male la notte per il mal di pancia,è spesso irrequieta. Ora sto usando dei granuli omeopatici, ma non ho risolto granché,quindi sarò costretta ad utilizzare lo sciroppo che mi ha prescritto la pediatra …
… la mia domanda è: c è un motivo per cui lei trattiene la cacca?
Grazie per la risposta ….ma sono davvero preoccupata >>

Qui di seguito la risposta della pedagogista:

Compito degli adulti è aiutare i bambini a crescere e perciò ad emanciparsi ed essere autonomi. L’educazione degli sfinteri è una tappa importante in questo percorso di crescita. Tuttavia non è quasi mai semplice e lineare per l’incidenza di diversi fattori.

Non so quanto peso è stato dato, in questo specifico caso caso, all’evacuazione. Dagli elementi forniti la bimba nel controllo dello sfintere anale non mostra regressione nel senso di riprendere a sporcarsi, tuttavia trattiene la cacca con tutte le conseguenze che ciò comporta.

Quale può essere la motivazione di un simile comportamento, perché questa bambina non evacua regolarmente? Sicuramente c’è stato qualche  particolare episodio che giustifica un simile comportamento, ma da quanto riferito non è rilevabile. Proviamo allora a spiegare questo atteggiamento entrando per un momento nel rapporto che si stabilisce tra adulto e bambino all’atto del passaggio dal pannolino al vasino. L’adulto, fino a quel momento disponibile e al servizio del bambino, comincia a fare richieste, vuole che il bambino faccia i suoi bisognini sul vasino e li faccia con regolarità e senza sporcarsi. Le finalità dell’adulto sono chiare e legittime dal punto di vista educativo e sociale. Ma al bambino sfugge l’importanza dell’autonomia e delle regole sociali che gli vengono imposte e non comprende facilmente come mai non può continuare a fare pipì e cacca nel pannolino, perché mai la mamma non è più disponibile a cambiargli il pannolino ogni volta che fa i suoi bisognini.

Dunque da un lato c’è il genitore che vuole che il bambino si renda autonomo, dall’altro c’è il bambino che stenta a rinunciare alle sue certezze e tende a ripetere azioni consolidate, anche il fare cacca e pipì nel pannolino perché poi l’essere cambiato e pulito dal genitore gli dà sicurezza, gli fa sentire che il genitore c’è, è lì pronto a prendersi cura di lui.

Certamente tutto andrà a buon fine e il bambino risponderà alle richieste dei genitori se queste non saranno spropositate e improvvise e se il bambino si sentirà sorretto anche nelle eventuali difficoltà e negli insuccessi. Ma è altrettanto importante ricordare che molti bambini, nonostante le difficoltà che il percorso comporta, intuiscono che i genitori tengono molto a che  siano in grado di adeguarsi al modello di comportamento propostogli, perciò finiscono inconsapevolmente col caricare l’evacuazione delle feci di un significato particolare. Fare la cacca allora equivale a donare e solo il bambino può decidere il quando, il come e soprattutto a chi. Nel donare il bambino gratifica l’adulto  ma soprattutto vuole mettere in evidenza la sua bravura. Non è il genitore a richiedere ma è il bambino stesso a decidere. Dietro un simile comportamento c’è la volontà del bambino di attirare su di sé l’attenzione dei genitori, di costringerli a prendersi cura di lui, quasi a dipendere da lui e dalla evacuazione delle sue feci.

Sicuramente c’è stato qualche  particolare episodio che giustifica un simile comportamento, ma da quanto riferito non è rilevabile.

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