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Brucia il suo Cane in Diretta su Facebook, è Caccia al Colpevole

Condividi anche tu per denunciare chi ha fatto questo e dire 'Basta alla Violenza sugli Animali'

Federica Federico

di Federica Federico

19 Dicembre 2013

cane bruciato vivo

I maltrattamenti inferti agli animali da alcuni esseri umani sono un’amara realtà vecchia come il mondo, sono la crudele ed ignobile conseguenza della cattiveria umana.

Esistono esseri umani violenti, iracondi e boriosi capaci di sfogare tutto il loro mal di vivere sugli animali.

Questi uomini in nessun modo giustificabili hanno, per recondito istinto, un bisogno crudele di sopraffazione; non sempre queste persone riescono ad asservire altri uomini o in qualche modo ad affermarsi nella vita e nel lavoro,  al contrario spesso vivono in condizioni di vita frustranti, violente e sovente sono le prime vittime di soggezioni a cui non riescono a ribellarsi.

Queste persone rappresentano il volto peggiore dell’umanità, testimoniano che il male esiste ed è parte della natura umana. Più scellerato è l’animo dell’uomo incattivito più la sua furia è senza pietà e senza scrupoli.

Chiaramente ogni manifestazione di violenza è di per sé un urlo di dolore che viene dal male e proviene da una mancata educazione all’amore.

Nelle ultime ore su Facebook si sta diffondendo, con una certa prepotenza, una denuncia fortissima:

un ragazzo slovacco avrebbe cosparso un cane di liquido infiammabile e gli avrebbe dato fuoco, avrebbe ripreso l’intera scena dell’orrore e, infine, avrebbe postato il video sul social network.

Da Facebook proverebbero anche le foto denuncia che stanno circolando in rete.

Attenzione però perché non tutti i pezzi del puzzle combaciano perfettamente!

In rete circola la foto che segue:

cane bruciato vivo

Qui abbiamo volutamente oscurato il volto del presunto colpevole e il suo ipotetico nome, subito procediamo con lo spiegarvi il motivo di questa ”censura”.

L’immagine completa e senza alcun taglio è stata postata giorno 11 novembre 2013 su una pagina facebook dal titolo ‘Alerta Roja (giornalismo alternativo)’ .

Ammesso pure che il giornalismo contemporaneo transiti attraverso Facebook e internet passando per le maglie dei blog, va detto con chiarezza che non c’è mai vero giornalismo né reale informazione se non c’è pure una fonte certa capace di accompagnare e supportare la notizia divulgata.

E qui la certezza della fonte, pur trattandosi di una denuncia serissima, di fatto manca.

Le foto immesse in rete da Alerta Roja sono un collage che somma screenshot di facebook a screenshot  di video, al tutto viene aggiunta una foto ulteriore e quest’ultima porta il marchio dell’applicazione mypicstory.com Nella divulgazione web della foto qualcuno ha poi anche sommato il logo di associazioni animaliste.

Ora, queste immagini stanno circolando in rete accompagnate da titoli altisonanti che suonano come un richiamo alla collaborazione, richiamo  volto a stanare (teoricamente) il colpevole del folle gesto.

Ma perché dovremmo stanare una persona il cui nome è stampato su uno screenshot di facebook e la cui faccia sta impressa sulla foto che accompagna la notizia?

D. Z. sarebbe un ragazzo slovacco dall’apparenza normale.

Attenzione: la notizia, pure essendo transitata su molti  i blog stranieri e  italiani,  non è mai accompagnata da alcun link al profilo facebook del giovane criminale, e nessuno, neanche la pagina Facebook da cui è partita la denuncia, ha associato al nome un indirizzo web capace di confermare l’esistenza del video e del ragazzo in questione.

Inoltre se si fa una piccola ricerca facebook si capisce che il nome adoperato è molto comune (come dire Mario Rossi in Italia).

Di fatto non è possibile vedere il video né il profilo di questo presunto delinquente. Va detto che profilo, immagini e video potrebbero anche essere stati rimossi perché la notizia risale a un mese fa, tuttavia questa ulteriore ipotesi non è in nessun modo confermata.

La condivisione di questa notizia, malgrado i dubbi sull’identità del giovane criminale, non perde però di intensità e forza, anzi.

I casi di violenza sugli animali sono una verità tanto frequente quanto dolorosa ed è nostro dovere fermare questo genere di crudeltà anche avvalendoci della rete.cani maltrattamenti

La Repubblica Slovacca non è nuova a denuncie tanto crudeli, nel giugno del 2011 da un sito slovacco partirono i disperati guaiti di un cane miseramente dato alle fiamme. E in questo caso c’è un video che testimonia l’accaduto senza lasciare dubbi.

Ad uccidere crudelmente la bestiola furono un gruppo di piccoli ”bulli”. La dinamica della violenza pare la stessa descritta per il caso dell’ipotetico D. Z. ed è un atroce modus operandi che pare comune a molte violenze sugli animali:

i cani vengono legati per il collo, vengono cosparsi di liquido infiammabile e sul loro corpo indifeso viene appiccato il fuoco. Quello che rimane è un corpo martoriato e avvilito dal dolore.

Le bestiole che subiscono violenza hanno bisogno di lunghissime e faticose riabilitazioni non solo motorie e fisiche ma anche comportamentali e relazionali.

La violenza è la peggiore espressione del male ed è tanto più crudele quanto più indifesa e fragile è la vittima.

È possibile vedere qui il video del cane ucciso dai piccoli bulli: Video

Attenzione: le immagini non sono consigliate ad un pubblico sensibile ed inoltre i guaiti della bestiola sono violentissimi, aprite il link lontano dagli occhi e dalle orecchie dei bambini. Considerate che il video impiega diversi minuti per partire, il sito che lo contiene è Slovacco ed è un girato non caricato da noi di cui, quindi, non rispondiamo né in termini di qualità né in termini di contenuti.

Condividete anche voi per sensibilizzare e dire no alla violenza sugli animali.  

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