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Pericoloso Serial Killer Evaso: Condividete per Diffondere la Foto

Attenzione ecco l' Identikit del Pericoloso Serial Killer appena Evaso, Diffondete

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

19 Dicembre 2013

L’uomo che vedete ritratto nella foto qui in alto è Bartolomeo Gagliano, 55 anni, un fuggitivo evaso dal carcere di Marassi (GE).  Attualmente ricercato, è stato definito dalle forze dell’ordine un “soggetto altamente pericoloso”.

Foto risalente al 2005

Ecco i fatti riportati da “Il Secolo XIX”.

Gagliano, uscito dal carcere grazie ad un permesso premio che gli consentiva di far visita alla madre anziana residente a Savona, sarebbe dovuto rientrare nel penitenziario mercoledì 18 dicembre alle ore 9:00.

Uscito all’alba dall’abitazione della madre, l’uomo ha poi minacciato con una pistola un commerciante della zona, costringendolo dapprima a caricare sulla propria auto 3 borsoni e, successivamente, a trasportare il latitante fino al capoluogo ligure.

Una volta giunti a destinazione, Gagliano ha fatto scendere dall’auto il commerciante, un panettiere, lasciandolo da solo in via De Marini, e, una volta solo, si è allontanato con il mezzo facendo perdere le proprie tracce.

Come riporta il sopra citato portale, il latitante attualmente è

in possesso di una pistola e l’ultima volta è stato visto a bordo di una Fiat Panda.

Su disposizione del magistrato che segue le indagini è stato comunicato che l’evaso ha utilizzato per la fuga una Fiat Panda Van color verde con paraurti e specchietti neri targata CV848AW.

I fatti di cronaca legati a quest’uomo sono agghiaccianti e preoccupanti: definito un serial killer, a Genova veniva identificato con l’appellativo di “mostro di San Valentino”.

A raccontarli nei minimi particolari l’emittente ligure “Primocanale” che così scrive sul proprio portale:

Foto recente diramata dalla trasmissione "Chi l'ha visto?"

“La carriera criminale del 55enne di Savona, cresciuto in una tranquilla famiglia di immigrati siciliani, era infatti iniziata presto: a 22 anni (nel 1981 – ndr) commise il primo omicidio, fracassando la testa di una prostituta trentenne con un grosso sasso a Celle Ligure […] Dichiarato incapace di intendere e volere fu ‘condannato’ a 10 anni da scontare in manicomio giudiziario. Durante una licenza premio nel 1983 fu protagonista a Savona di un rocambolesco sequestro di più persone con sparatoria (in cui rimase ferita una studentessa). I giudici disposero quindi l’internamento nell’ospedale psichiatrico di Montelupo (Firenze), dove quasi subito strinse amicizia con Francesco Sedda, delinquente comune, sieropositivo, anche lui infermo di mente. Insieme i due evasero dalla clinica l’11 gennaio 1989 […]

Il 9 febbraio nel mirino finì un transessuale uruguayano, freddato sulla Milano-Genova. A San Valentino toccò a Vanessa e al suo cliente. Il giorno dopo la pistola calibro 7,65 fece fuoco contro una prostituta che si salvò per miracolo. Il 20 febbraio, infine, l’arresto dopo che la polizia lo aveva fermato ad un posto di blocco, e aveva trovato due bossoli sul cruscotto. Dichiarati “totalmente infermi di mente”, lui e Sedda finirono di nuovo in un ospedale psichiatrico, questa volta in Emilia Romagna. Tra una fuga e l’altra (alla fine furono cinque) Gagliano non perse comunque il vizietto e compì tre rapine, una violenza sessuale, un’aggressione e una tentata estorsione […]

Nell’aprile del 1990, a Firenze, Bartolomeo Gagliano sparò alla fidanzata, ferendola, e poi fuggì […] Dopo un giorno e due notti passati a girovagare per la città e a telefonare alla polizia e agli ospedali, Gagliano si presentò spontaneamente ai medici dell’ospedale psichiatrico di Reggio Emilia, da cui era evaso un mese prima.”

Appreso questo, in molti si domandano:

come può un detenuto con tali precedenti penali, e ben cinque evasioni alle spalle, aver ricevuto un permesso premio?

Intervistato dal “Secolo XIX”, ecco la spiegazione fornita dal direttore del carcere di Marassi, Salvatore Mazzeo:

“Noi, e il magistrato di sorveglianza, siamo tenuti a considerare il reato per cui è in carcere e il comportamento tenuto durante la pena in corso. Il precedente pesa, ma non ai fini della valutazione del detenuto oggi. Per noi, la sua storia carceraria comincia nel 2006, quando è stato arrestato per alcune rapine. Condannato a dieci anni, 3 anni erano stati condonati, il suo fine pena era di un anno […] Sapevamo dei precedenti per omicidio di Bartolomeo Gagliano ma non conosciamo l’esatto contenuto del fascicolo relativo alle sue precedenti carcerazioni, quello per capirci rimasto all’ospedale giudiziario”.

In sintesi, il criminale evaso era stato valutato solo per il suo recente periodo di detenzione, escludendo di fatto i reati commessi negli anni addietro, reati per i quali, ricorda ancora una volta il Secolo XIX, Gagliano è stato giudicato come “incapace di intendere e di volere”, sentenza che in un certo qual modo lo “assolve” dai reati per “totale vizio di mente”.

 

 

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