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Carnevale 2011, tutte le feste di carnevale in Italia

di Mamma Giò

22 Gennaio 2011

Il Carnevale si sa è la festa del divertimento per eccellenza e i bambini ne sono i protagonisti.
Detto anche “Martedì Grasso ” perchè e’ considerato il giorno in cui l’allegria regna sovrana ed esplode la gioa spensierata.

Precede l’inizio del periodo quaresimale. Infatti il termine “Carnevale” che deriva dal latino <<carnem  levare>>, cioè togliere la carne, designa il momento antecedente la Quaresima, dove, secondo la tradizione religiosa, e’ proibito mangiare carne; tanto e’ vero che già ai tempi degli antichi romani si celebravano i carnesciali, maestosi banchetti prima del lungo periodo di digiuno.

Quest’anno il Carnevale ricorre l’ 8 marzo, ma e’ ben noto che in molti paesi d’Italia le celebrazioni  iniziano assai prima e durano diverse settimane con sfilate,balli,pubbliche parate e travestimenti .
Resta comunque la giornata del  Martedì Grasso quella in cui si concentrano vivamente tutti i festeggiamenti anche nel resto dell’Italia.

Uno dei  carnevali piu’ conosciuti per la sua fama e  le sue origini  così radicate e’ quello putignanese. A Putignano gia’ a partire dal 26 dicembre si celebra il rito religioso dello scambio del cero, cerimonia in cui le persone donano un cero alla chiesa in segno di perdono per i peccati che  commetteranno durante il periodo di bagordi, per poi iniziare i riti carnevaleschi.

Le manifestazioni si aprono con la festa delle Propaggini,una simpatica recita ironica di versi  in rima decantata  in dialetto putignanese per beffeggiare i potenti del paese.

Molto caratteristico e’ il  susseguirsi dei cosiddetti  “giovedì”, cosa accade tutti i giovedì a partire  dal 17 gennaio?
Ogni settimana, proprio per l’appunto del giovedì, l’ironia punzecchia singolarmente taluni ceti sociali che di volta in volta sono fatti oggetto di beffe.

Il gioco del “giovedì” prosegue fino all’8 marzo, chiusura ufficiale del carnevale. In questa occasione si saluterà il carnevale con una sfilata serale ed il tradizionale rito del funerale, dove si darà fuoco ad un maiale di cartapesta e sarà issata una campana di maccheroni di “carta-pasta“.

Altro carnevale storico e’ quello che si svolge ad Ivrea.

Qui, già il 6 gennaio hanno dato inizio alla festa con una meravigliosa marcia di apertura della banda dei “Pifferi e Tamburi”, una manifestazione folcloristica caratterizzata dai suoni di  piccoli pifferi ,grancasse e tamburi guidati dal Primo piffero.Per la particolarità del suo stile, totalmente ancorato al medioevo,tutti i partecipanti del carnevale indossano un berretto frigio rosso,considerato non solo un’ icona intramontabile ma anche uno stratagemma per evitare di diventare il bersaglio scherzoso dei “tiratori di arance“che puntano di solito chi ne e’ sprovvisto.

La famosissima “Battaglia delle arance” e’ per antonomasia il momento più scenografico ed atteso del carnevale. Incarna uno spettacolo allegorico di fatti realmente accaduti. L’allestimento pone al centro della scena gli arancieri divisi in 9 squadre che rappresentano il popolo a piedi ed in rivolta contro gli sgherri dei tiranni, che, invece, sono sui carri. Naturalmente le arance costituiscono il materiale bellico.

Un altro momento di grande partecipazione e’ il passaggio dell’ eroina della festa: la  “Mugnaia” interpretata da una sposa eporediese che sfilando con il suo carro dorato lancia rametti di mimosa e caramelle.

Ad Ivrea il carnevale termina la sera del martedi grasso con una vera e propria marcia funebre caratteristica da una triste pifferata e dove tutto il corteo resta rigorosamente in silenzio.
Un altro carnevale conosciuto per le sue splendide e direi inconfondibili maschere e’ quello di Venezia. Sara’ proprio nella famosissima piazza S. Marco che il 19 febbraio a suon di “cin cin”  turisti e veneziani daranno ufficialmente il benvenuto al nuovo carnevale .Nella suggestiva citta’ lagunare si svolge un corteo acqueo con vogatori in costume e oltre cento imbarcazioni tutte addobbate rigorosamente in tema carnavalesco.

Navigando per tutto il canal grande il corteo raggiungera’ il tripudio di folla che dalle rive del Rio di Cannaregio acclamera’ l’attesissimo “Svolo della Pantegana“caricatura del famoso “Volo dell’angelo”dove una pantegana di cartapesta  finira’ in acqua applaudita dai presenti.

Ben diverso e’ invece il vero ” Volo dell’angelo” dove un personaggio celebre – a sorpresa – sorretto da un cavo metallico e vestito a tema si calerà dal campanile di Piazza S. Marco e scenderà sino al centro della piazza.

Un momento unico per contemplare gli abiti della tradizione veneziana e’ sicuramente “La Festa delle Marie“. In essa si ricorda la tradizione secondo cui il Doge, ogni anno, donava a 12 fanciulle veneziane e di umili origini splendidi gioielli dogali come dote per il matrimonio.

A Cento invece,altra citta’ dove il carnevale e’ famosissimo per le sue origini storiche, quest’anno le danze si aprono il 13 febbraio. La maschera tipica:”Tasi” darà il via alla sfilate dei carri allegorici.
Per comprenderne la fama basti pensare che il carnevale centese e’ gemellato con l’insuperabile carnevale di Rio de Janeiro … è dunque facile capire con quanta passione ed entusiasmo venga vissuto.
I carri allegorici ,costruiti per un intero inverno, sono delle sculture in carta pesta che raggiungono altezze maestose.Su di essi si animano delle scenografie con canti e balli ed attesissimo e’ il singolare”gettito” che da consueta tradizione ,prevede il lancio dai carri in sfilata,di coriandoli,dolciumi,peluche dalle forme e grandezze svariate,palloncini variopinti che tutti gli spettatori tentano con le mani alzate di afferrare!

Durante la parata di chiusura avviene la proclamazione del carro trionfatore e  vi e’ il tradizionale rito del rogo della maschera di Tasi seguito da uno spettacolo pirotecnico mozzafiato.

Spostandoci in Sardegna e precisamente ad Oristano,il carnevale e’ celebre per la manifestazione della Sartiglia una festa magica dai mille simboli e ricca di sacralità.
Infatti essa rappresenta un rito con radici lontane … un rituale nel quale si mischiano alla festa reminiscenze di antichi culti agresti che i popoli delle campagne usavano per chiedere agli Dei la fertilità della terra e l’abbondanza del raccolto. Solo uno tra i molteplici aspiranti diventerà “Su Cumponidori” che con la sua maschera androgina sara’ il protagonista principale della celebrazione.Il momento vissuto piu’ intensamente da tutti i partecipanti e’quello della vestizione un rito impenetrabile della tradizione sarda.

Il prescelto viene accompagnato ed aiutato: salira’  su un tavolo e  vestito secondo tradizione e  non potra’ piu’ toccare terra se non dopo la fine della gara.Da quel momento Su Cumponidori rapprenta una figura divina scesa sulla terra per portare fortuna ed allontanare gli spiriti maligni.Sara’ sempre Lui che avra’ l’onore di dare inizio alla corsa alla stella ;la prosperita’e l’abbondanza dell’anno in corso dipendera’ dalla quantita’ delle stelle infilate.
Altro momento saliente di questa manifestazione sono “Le pariglie” dove un ‘ondata di cavalieri a galoppo sul proprio destriero si esibiscono poi in audaci acrobazie e volteggi.

L’emozione del Carnevale e’ quindi un grande coinvolgimento dove anche gli adulti ritornano un po’ bambini,l’importante e’ viverlo all’insegna della spensieratezza e del divertimento.

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