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Il Sonno dei Bambini: più Intelligenti se Regolare

Il sonno rende i bambini più intelligenti, purchè sia regolare

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

12 Febbraio 2014

Yvonne Kelly, John Kelly, Amanda Saker, ricercatori dell’UCL di Londra (University College of London) hanno pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health uno studio sul sonno dei bambini.

Nello studio sono stati esaminati circa 11mila bambini di 7 anni e studiate le loro abitudini circa il sonno.

Lo studio ha dimostrato come orari irregolari di sonno possono danneggiare lo sviluppo cognitivo del bambino e avere effetti negativi a lungo termine sulle loro capacità.

“Le nostre ricerche hanno evidenziato che orari inconsistenti di sonno, soprattutto in bambini molto piccoli, inficiano il loro sviluppo cognitivo” afferma Yvonne Kelly, professoressa allo UCL.

Sebbene sia oramai appurato che il sonno gioca un ruolo fondamentale nel mantenimento delle funzioni fisiologiche dell’essere umano, poco si sa del suo impatto su bambini piccoli e sullo sviluppo delle loro facoltà mentali.
Lo studio ha coinvolto bambini inglesi nati tra il settembre del 2000 e il gennaio del 2002.

Oggetto della ricerca era determinare come le ore di sonno e le abitudini sull’andare a letto avessero un impatto sulle performances intellettive dei bambini.

Sono stati analizzati i dati di bambini a 9 mesi, 3, 5 e 7 anni d’età: caratteristiche demografiche, routine familiari, circostanze socioeconomiche.

I questionari hanno preso in considerazione le capacità di leggere, fare calcoli, e le abilità spaziali.

I ricercatori hanno rilevato come orari più irregolari fossero comuni in bambini di 3 anni, nei quali almeno il 20% andava a letto in orari molto variabili.

Il trend si omologava intorno ai 7 anni, dove la maggioranza dei bambini andava a letto tra le 19,30 e le 20, 30.

Ebbene lo studio ha evidenziato come queste abitudini influissero sulle capacità di lettura, di calcolo, e sulle capacità spaziali, con lievi differenze tra maschi e femmine.

Così come anche il punteggio in attività cognitive fosse più basso in bambini di 7 anni d’età che non dormissero abbastanza, o avessero orari irregolari per andare a letto.

Come è possibile che una abitudine come quella di non andare a letto ad orari regolari possa sfociare in differenze in performance intellettive?

I meccanismi implicati, secondo la ricerca, sono diversi.

 

In primo luogo vengono alterati i ritmi circadiani, ovvero ritmi biologici che influenzano tutta una serie di fattori sia endogeni, come la produzione di vari ormoni, sia esterni, cioè la regolarizzazione di orari di sonno veglia, di luce buio ecc.

In secondo luogo la capacità plastica del cervello, ovvero le capacità di formazione di nuove connessioni neuronali (sinapsi) e di formare nuovi neuroni e cellule gliali (neurogenesi), viene alterata anche dalle ore e dalle routine del sonno.

“Il sonno è il prezzo che noi paghiamo per la plasticità cerebrale, e l’investimento necessario che consente di essere freschi e riposati il giorno successivo. Lo sviluppo precoce dei bambini ha profonda influenza sulla salute durante tutto il corso della vita. Per cui, un sonno ridotto o interrotto, a quell’età può avere un impatto rilevante nella salute dell’individuo” conclude Kelly.

Insomma, la privazione del sonno influisce sul corretto sviluppo cerebrale, precludendo a buone performance di conoscenza, memoria e crescita neuronale.

 

 

Fonte: http://jech.bmj.com/content/early/2013/06/25/jech-2012-202024

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