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Allergie Invernali: Aumentano con le Piogge: ecco come difendersi

Dati dell'ospedale Bambin Gesù confermano: le piogge aumentano il rischio allergie. Alcune regole per evitarle

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

20 Febbraio 2014

L’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma ha pubblicato nei giorni scorsi un comunicato nel quale si evidenzia un dato che deve far riflettere: nella settimana dal 31 gennaio al 7 febbraio gli accessi al policlinico per patologie respiratorie nei bambini sono aumentati di quasi il 23% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Qual è la causa? Lo scorso anno non era stato caratterizzato dalle stesse condizioni atmosferiche avvenute invece nel 2014, ovvero una maggiore concentrazione di alluvioni, inondazioni e rovesci temporaleschi.

Picchi simili sono stati equiparati a Londra e Seoul, che non godono del clima mediterraneo della capitale.

Da qui l’allarme degli esperti riuniti nel convegno “Inquinamento ambientale e malattia allergica del bambino” che si tiene a Roma, nell’Auditorium del Bambino Gesù di San Paolo Fuori Le Mura, nell’ipotizzare che il rischio di asma e altre complicanze respiratorie di natura allergica sono strettamente connessi alle piogge.

Partecipanti al convegno esperti quali questi Renato Cutrera, responsabile di Broncopneumologia del Bambino Gesù; Diego Peroni, docente di Pediatria all’Università di Verona e James Sublett, presidente dell’American College of Allergy, Asthma and Immunology

A dare conferma di questa ipotesi l’incremento ancor maggiore di accessi per problemi allergici legati alle vie respiratorie quelli nella sede del Bambin Gesù di Palidoro (+29,2%), ospedale che copre l’area del litorale romano, in questi giorni sommerso dalle piogge.

Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia del Bambino Gesù, afferma: “Questi dati  confermano che le muffe sono causa non solo di allergia, ma la loro presenza aumenta le infezioni respiratorie. Analoga situazione è stata registrata nelle zone del Veneto interessate dalle esondazioni”.

Mentre la pioggia può considerarsi utile per la salute in primavera, quando spazza via i pollini presenti nell’aria, e provvidenziale contro l’inquinamento automobilistico, nelle stagioni fredde questa stessa è la maggiore nemica di chi soffre di allergie.

Una concentrazione eccessiva di acqua con il tempo invernale causa il proliferare di muffe e dunque di micro-tossine che possono causare allergie, dermatiti, riniti, bronchiti e asma soprattutto in soggetti deboli come i bambini.

Principalmente l’ambiente domestico è la causa di queste patologie. In caso di umidità infatti in casa si formano muffe e allergeni, e l’invito degli esperti in questi casi è la bonifica domestica. Necessaria l’immediata rimozione di punti di nero e muffa sui muri, e l’isolamento con vernici antimuffa.

Proprio nel corso del convegno di Roma sono state presentate nuove direttive per le bonifiche domestiche, a cura di James Sublett, presidente dell’American College of Allergy, Asthma and Immunology

Purtroppo le prove di questa connessione tra pioggia e allergie nei bambini sono evidenti anche in altri studi.

Uno studio di Cincinnati rileva come l’esposizione nel secondo semestre di vita nei bambini a micro-tossine come Aspergillus ochraceus, Aspergillus unguis, e Penicillium variabile, conseguenti ad alluvioni aumentano le probabilità di sviluppare asma intorno ai 7 anni.

Si è scoperto inoltre che durante le alluvioni si diffonde un allergene presente nei peli dei topi, che emergono dalle tane per scappare dall’acqua e che in tale concentrazione scatena allergie e patologie dell’apparato respiratorio. Uno studio ha rilevato ad esempio che a Baltimora i bambini che soffrono di allergie al pelo di topo sono il 45%.

Il picco di accessi al pronto soccorso di Londra nel luglio 2013 (durante una forte alluvione) per asma non fa che confermare questi dati.

Cosa fare dunque, dopo aver sentito questo comunicato?

Innanzitutto, come suggeriscono dal convegno è indispensabile controllare che in casa non vi siano focolai di allergeni, e qualora ve ne fossero, bisogna dare seguito alle bonifiche descritte.

Ricordiamo che un solo grammo di polvere ad esempio contiene oltre 10.000 allergeni, spolverare bene in casa riduce il rischio allergia.

Viceversa però anche un eccessivo utilizzo di deodoranti e detersivi chimici può scaturire allergia.

  • Spolveriamo con aspirapolveri o piumini, ricordiamo di pulire il filtro ad ogni utilizzo, eliminiamo ogni possibile “tana” per polveri e acari come tappeti, moquette, poltrone imbottite, perlomeno in camera da letto.
  • Laviamo almeno una volta a settimana lenzuola e copriletto, e utilizziamo coprimaterassi antiallergici.
  • Stessa sorte per pupazzi e pelouche nella stanza dei ragazzi, e ricordiamo di aprire le finestre per cambiare aria in casa.
  • Cerchiamo di ridurre l’accumulo di umidità con deumidificatori, e quando il tempo lo consente passeggiamo in luoghi verdi il più possibile, anche in inverno.

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