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Bambino di 14 mesi Gravemente Malato: una Tecnica gli Salva la Vita

Una strabiliante tecnica salva la vita ad un bambino di 14 mesi

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

11 Marzo 2014

 

I chirurghi di Louisville, nel Kentucky (USA) hanno effettuato un intervento straordinario su un bambino di appena 14 mesi.

La straordinarietà dell’operazione sta nell’avere utilizzato una stampante in 3D per studiare i difetti del cuore del piccolo, che ha concesso loro di salvargli la vita.

Il chirurgo Erie Austin spiega: “Roland Lian Cung Bawi è il bimbo sottoposto ad intervento. Il piccolo non aveva un singolo problema, piuttosto era affetto da diverse patologie, molte delle quali difficili da diagnosticare, anche con le più moderne tecniche di imaging.”

Le procedure standard in questi casi esplorano e riparano i danni proprio durante un intervento chirurgico, ma il dottor Austin ha avuto un’idea diversa.

Le scansioni bidimensionali di Tac e risonanze magnetiche classiche non avrebbero potuto essere d’aiuto, ma forse una stampante 3D si.

 L’ospedale periatrico Kosair Children’s ha richiesto dunque ad alcuni ingegneri dell’Università di Louisville la creazione di una stampante in 3D ed ecco che il cuoricino di Roland si è mostrato nella sua interezza nelle mani dei medici.

Roland era nato con un buco nel cuore, con un’aorta e un’arteria polmonare deformate.

Tutti questi problemi avrebbero necessitato che durante l’intervento il cuore fosse stato arrestato, ma i tempi non consentivano questo tipo di intervento.

L’uso della stampante 3D ha così permesso di evitare tutto ciò, e di studiare in modo diverso le anomalie del piccolo senza bisturi.

Un’indagine simile è già stata utilizzata in medicina, e il Dottor Austin è certo che sebbene siano prototipi costosi, vale la pena utilizzarli.

Roland è stato sottoposto ad un intervento per sanare il suo cuore, e si prospetta una completa guarigione.

Ovviamente non è possibile pensare che una stampante possa sostituire le indagini precedenti, fatte dalle mani degli esperti, è soltanto un ausilio in più per “vedere” dentro il nostro corpo.

Inoltre una stampante che riesca a riprodurre tutto il corpo umano a costi ragionevoli è ancora lontana dall’essere riprodotta.

Ma per ora per il piccolo Roland sembra avere funzionato, e la via per queste nuove tecnologie, seppur lunga, è stata intrapresa.

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