Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Seguici:

Il mio bambino ha la pelle arrossata: sarà un’allergia?

La pelle dei bambini si arrossa facilmente. Scopri come capire se si tratta di un'allergia!

Redazione VitaDaMamma

di Redazione VitaDaMamma

15 Marzo 2014

Allergia bambino pelle arrossata

La pelle dei bambini è molto più delicata rispetto a quella degli adulti. Per questo non bisogna sorprendersi se sulla sua superficie compaiono irritazioni e arrossamenti. Spesso preoccuparsi eccessivamente è fuori luogo, ma come essere certi che non si tratti di un’allergia?

Un primo indizio su cui basarsi è l’aspetto generale della pelle del piccolo.

I bambini allergici sono caratterizzati da una pelle particolarmente secca, ruvida al tatto e dall’aspetto squamoso.

Tuttavia nemmeno gli eczemi, sfoghi cutanei caratterizzati da secchezza, presenza di squame, prurito, arrossamenti o una pigmentazione più intensa rispetto a quella del resto della pelle, sono necessariamente il sintomo di un’allergia. Per questo, prima di allarmarsi, vale la pena prendere in considerazione tutte le altre possibili cause della comparsa di un’irritazione cutanea.

Il problema più comune con cui si potrebbe avere a che fare è l’eritema da pannolino. A scatenarlo può essere il contatto con la pipì, con le feci o con il pannolino stesso, oppure il semplice fatto che proprio il pannolino crea un ambiente eccessivamente umido che può facilitare l’irritazione della pelle.

Prendersi cura in modo adeguato dell’igiene intima dei bambini, utilizzando prodotti formulati per rispettare la loro pelle delicata, aiuta a risolvere il problema senza dover ricorrere ad altri tipi di trattamento.

Anche lasciare per un po’ di tempo il piccolo senza pannolino al momento del cambio può essere d’aiuto, perché permette alla pelle di respirare liberamente per qualche minuto.

A volte, però, l’irritazione da pannolino può essere associata a un’infezione da candida. In questo caso gli sfoghi sono molto rossi e in genere sui loro bordi sono presenti piccoli brufolini rossi.

Irritazioni di questo tipo devono essere trattate con prodotti specifici e rivolgersi al pediatra è fondamentale per risolvere la situazione nel modo migliore possibile.

Un altro possibile sfogo, tipico soprattutto dei bambini più piccoli, è l’eritema da sudore. A scatenarlo è l’ostruzione dei pori attraverso cui le ghiandole sudoripare comunicano con la superficie della cute: questo può portare alla formazione di piccoli foruncoli rossi o bollicine. Se l’ambiente in cui si trova il bambino è molto umido e lo sfogo cutaneo ha queste caratteristiche è molto più probabile che si tratti di un eritema da sudore che di una reazione allergica.

Chiazze rosse caratterizzate dalla presenza di un brufoletto bianco al loro centro sono invece il sintomo dell’eritema tossico. Nonostante quanto potrebbe suggerire il nome, non si tratta di uno sfogo pericoloso, ma di un problema che tende a scomparire nell’arco di una o due settimane. Lo stesso vale per la crosta lattea (detta anche dermatite seborroica), le cui croste gialle e oleose scompaiono in genere da sole senza ulteriori conseguenze, a meno che non vengano inopportunamente strappate favorendo, così, la comparsa di infezioni.

Infine, la pelle può arrossarsi a causa di un’orticaria o essere colpita dalla cosiddetta acne infantile. Nel primo caso il disturbo, le cui cause non sono ancora state accertate, si presenta con macchie rosse che compaiono e scompaiono in diverse aree della pelle e che se ne vanno definitivamente dopo qualche settimana. Dell’acne infantile, invece, si sa che è causata dagli ormoni materni. Il suo aspetto è quello di brufoli rossi, a volte con puntini bianchi al centro, localizzati sul viso del neonato.

In generale è bene contattare il pediatra se il bambino ha meno di 3 mesi e se le irritazioni durano da più di 3 giorni, se sono associate a febbre o alla presenza di secrezioni, se l’eritema si estende oltre l’area del pannolino, se il loro aspetto peggiora a livello delle pieghe della pelle, se si formano delle vesciche o se il bambino tende a grattarsi

Il medico potrà escludere la presenza di infezioni o di allergie e consigliare eventuali prodotti per trattare adeguatamente lo sfogo cutaneo.

Per evitare inutili spaventi è invece consigliabile ridurre il rischio di sfoghi cutanei usando sempre detergenti, shampoo, creme, lozioni e oli che non aggrediscano la pelle dei bambini. Quando, poi, mamma o papà sono allergici è consigliabile utilizzare prodotti non solo adatti ai bambini, ma anche ipoallergenici. La probabilità che un piccolo sia allergico è infatti maggiore se anche i suoi genitori soffrono di una qualche forma di allergia.

 

Scritto da Silvia Soligon

Foto © Arkady Chubykin – Fotolia.com

Leggi anche

Seguici