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Yara Gambirasio: il DNA e l’Assassino “Ignoto”

Yara Gambirasio, l'assassino NON si trova ma il DNA non mente

Federica Federico

di Federica Federico

31 Marzo 2014

L’omicidio di Yara Gambirasio, avvenuto il 26 novembre del 2010, a più di 3 anni di distanza, resta irrisolto.

Il modus operandi, che gli inquirenti hanno adottato in questo delicato caso di cronaca, è stato del tutto singolare: sono stati prelevati ed esaminati oltre 18mila Dna.

Questo massiccio lavoro di mappatura genetica  si è tradotto in un’operazione costosa ed impegnativa.
L’intera azione investigativa è stata ispirata alla ricerca di tracce genetiche compatibili con quelle lasciate dall’assassino sugli indumenti della piccola Yara.

E’ proprio attraverso le tracce genetiche che l’assassino ha impresso sugli indumenti di Yara che si è potuto isolare il profilo genetico del killer, a questo profilo è stato dato un nome: “Ignoto 1”.

 

Ma chi è di fatto “Ignoto 1”?

In questa domanda risiede il più nodo importante e mai sciolto del caso Gambirasio:  a 3 anni di distanza dalla tragica morte di Yara manca l’individuazione corretta e sicura del soggetto fisico a cui il appartiene il profilo genetico individuato dagli inquirenti.

In altre parole gli inquirenti,  attraverso l’esame delle tracce genetiche repertate sui vestiti della vittima hanno individuato il Dna dell’assassino ma non hanno trovato mai la persona fisica a cui questo Dna corrisponde.

Le indagini tradizionali ricostruiscono il crimine e solo dopo l’individuazione di uno o più plausibili sospettati usano il Dna come riscontro scientifico certo. Nel caso Gambirasio, invece, gli inquirenti hanno scelto la singolare via della mappatura “genetica di massa” e negli anni hanno raggiunto un numero impressionante di Dna esaminati.

I Dna repertati durante le indagini hanno condotto ad una bara!

Quest’affermazione, che può apparire beffarda, in realtà sintetizza l’esito ultimo delle mappature genetiche compiute durante tutto l’iter investigativo. Infatti, tra i 18mila Dna, è stato rinvenuto un profilo genetico importantissimo: quello di Giuseppe G. che la scienza ha identificato come il padre dell’assassino di Yara.

Ma quest’approdo investigativo non ha condotto alla svolta sperata per due ragioni:
– in primis perché i figli di Giuseppe G. sono risultati non corrispondenti al profilo genetico di “Ignoto 1”
– ed in secondo luogo perché Giuseppe G. è deceduto da tempo.

Com’è possibile che il Dna dei figli, dichiarati e viventi di Giuseppe G., stabilisca che essi non sono implicati nel caso Gambirasio ma contemporaneamente è scientificamente comprovato che il defunto Giuseppe è il padre dell’assassino?
Non c’è dubbio, Giuseppe G. è morto lasciando anche un figlio illegittimo ma nessuno sa nulla di questo ipotetico discendente nato fuori dal vincolo coniugale. Tale figlio non riconosciuto sarebbe l’assassino di Yara. Tuttavia chi è e dov’è nessuno sa stabilirlo.

E’ così che le indagini si sono fermate alla tomba di Giuseppe G. e a quel figlio biologico ma non riconosciuto di cui nessuno sa nulla.

Da un punto di vista investigativo la necessità pressante di dare un’identità ad “Ignoto 1” ha spinto le autorità ad allargare sempre più le indagini genetiche ed è per questo che il caso Gambirasio si è intrecciato con altri casi di cronaca.

Il profilo genetico di “Ignoto 1” è stato confrontato con i profili dei killer che hanno ucciso nell’area geografica limitrofa all’omicidio Gambirasio.

Tuttavia tale confronto, che sin ora non ha portato a nulla, è stato operato sulla base di una prassi investigativa non usuale e senza nessi indiziari che suggerissero un collegamento tra casi diversi.

Così il profilo genetico di Ignoto 1 è stato confrontato, per esempio, con quello di un ragioniere 40enne, Andrea P., arrestato l’8 settembre con l’accusa di avere ucciso una escort. Ed è di questi giorni la notizia di un altro confronto fallito: il Dna di Ignoto 1 è stato confrontato con quello di Isaia Schena reo confesso dell’omicidio di Madalina Palade, avvenuto a Cene, Bergamo.

La pista dell’assassino di Cene può essere definita come l’ennesima speranza accesa nella famiglia Gambirasio e nel cuore degli italiani ma chiusa con esito del tutto negativo. Intanto diviene sempre più concreto il “pericolo” di lasciare impunito l’assassino di Yara e completamente irrisolto il caso sulla sua morte, non tutti sanno che le indagini sul caso Gambirasio rischiano, infatti, di essere archiviate per decorrenza dei termini.

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