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Pericolo per la Salute Umana: 700Mila Persone a Rischio per Acqua Contaminata

Impressionante relazione dell'ISS. 700mila persone a rischio

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

28 Marzo 2014

Lo scorso 30 gennaio l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha pubblicato una relazione “In merito alla pericolosità per la salute umana dei fenomeni di contaminazione delle acque nel sito di Bussi sul Tirino”.

Nel 2007 la Guardia Forestale  di Pescara scoprì nei territori del paesino abruzzese una tra le discariche più grandi d’Europa: un deposito dove venivano illegalmente smaltiti  materiali tossici delle industrie chimiche pesanti presenti nella zona dagli anni ‘60 agli anni ‘90.

Perché tutto intorno, nel tranquillo Abruzzo, già da inizio secolo si sono stabilite, a ridosso di un fiume  una serie di industrie chimiche, ultima, nel 1992 la Solvay.

E quel fiume era una falda idrica non indifferente: l’acquedotto pescava acqua per l’approvvigionamento  di quasi 700 mila persone.

All’epoca, nel 2007, qualche sconsiderato decise che non era il caso di allarmare la popolazione, e i risultati di una serie di analisi sono stati diciamo così sottaciuti, “per il bene della popolazione”.

Dal momento della scoperta della discarica alcuni pozzi sono stati chiusi, ed è iniziata un’inchiesta che ha portato, purtroppo dopo troppi anni, a quest’ultima relazione dell’ISS:

«L’acqua contaminata da sostanze di accertata tossicità è stata distribuita in un vasto territorio e a circa 700 mila consumatori, senza limitazioni d’uso e di controllo anche per fasce a rischio di popolazione, utenze sensibili come scuole e ospedali», dice la relazione.

25 ettari di terreno contaminati, acqua distribuita anche a scuole e ospedali, campioni prelevati da diversi pozzi che contengono sostanze tossiche per la salute.

Cloruro di vinile cancerogeno per animali e uomini, tricloroetilene altamente cancerogeno per gli animali, cloroformio e altre sostanze oltre i limiti consentiti, insomma un ulteriore macigno si abbatte sull’inchiesta della discarica di Bussi.

E la cosa più grave, continua l’ISS nella relazione, è che «del significativo rischio non è stata data comunicazione ai consumatori che non sono stati in condizioni di conoscere la situazione ed effettuare scelte consapevoli…. la relazione ha preso in esame una minima parte dello scenario di rischio a cui i consumatori sono stati esposti».

I pozzi incriminati sono stati chiusi, ma il rischio è che il danno sia già stato fatto:  nel 2012 venne consegnato un rapporto sulla prevalenza dei tumori nei comuni della Regione Abruzzo, dal quale venne fuori che proprio a Bussi sul Tirino  c’era stato un aumento del 70% di tumori rispetto allo standard medio regionale.

Ovviamente chi ne fa le spese sono sempre i soliti noti.

Per leggere interamente la relazione dell’ISS clicca qui

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