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Bambini Vanitosi: Quando la Vanità Non fa Male ai Piccoli

Bambini e vanità: ecco perchè i piccoli sono naturalmente vanitosi

admin

di Redazione VitaDaMamma

27 Aprile 2014

Quale bambina non va letteralmente pazza per vestitini colorati, collanine, monili, accessori e ammiccamenti davanti ad uno specchio?

Il “piacere per il bello” è il primo istintivo sintomo di vanità.

La vanità, per sua stessa natura, riguarda ed investe soprattutto le bambine ma accade spesso che anche i maschietti siano vanitosi e questo non è affatto un male.

 

La vanità dei bambini è qualche cosa di diverso dalla vanità che conoscono e tal volta praticano gli adulti

 

I bambini sono vanitosi per natura:

il vanto del bambino nasce dalla conoscenza di sè e si manifesta come apprezzamento del proprio io. In altre parole il bambino conoscendo se stesso si compiace di ciò che scopre e “sottolineando le proprie bellezze” prova ad affermare se stesso nel mondo.

In questo senso i bambini adorano piacersi e amano piacere agli altri! Ma attenzione: gli atteggiamenti dei bimbi non sono assolutamente definibili come “seduttivi” (aggettivo valido per gli atteggiamenti degli adulti).

La vanità concorre ad insegnare ai piccoli una “regola di vita”: il corpo è una parte dell’essere ed è uno strumento con cui le persone si rapportano agli altri e si muovono nel mondo.

Noi genitori abbiamo il compito di dimostrare ai bambini che la bellezza non è un valore assoluto e che non va mai strumentalizzata nè sprecata.

 

Il bambino attraverso la vanità accresce la propria autostima

 

Molte volte per distrazione noi adulti dimentichiamo quanto  siano importanti  gli step di crescita dei bambini e le loro diverse fasi evolutive. I bambini affrontano passaggi di crescita fondamentali per l’affermarsi del carattere e della personalità. I bimbi diventano vanitosi esattamente durante uno di questi passaggi di crescita: nello specifico la vanità interviene quando i bambini guardano se stessi con consapevolezza e si “innamorano” di ciò che scoprono di sè.

All’opposto durante l’adolescenza la scoperta del sè è meno felice, più problematica e crea spesso un “rifiuto del corpo e della fisicità”.

In sintesi la vanità è l’effetto della felicità e dello stupore con cui il bambino piccolo scopre il suo corpo.

Quando i bambini piccoli si guardano spesso allo specchio e giocano col loro corpo, i genitori non devono quindi preoccuparsi. Questi comportamenti non sono da attribuire ad un’eccessiva smania di esibirsi, ma dipendono dalla scoperta del sè che il bimbo sta affrontando e da una naturale esigenza di affermazione personale che il piccolo manifesta.

 

Ogni età ha  diritto ad un look adeguato e la moda non è questione di marche

La vanità può diventare egocentrismo o peggio volgarità. Ai genItori spetta il compito di dare il buon esempio dimostrando che l’eleganza caratterizza le persone; insegnando che le “marche” non necessariamente rendono gli individui più belli o i vestiti più importanti;  e trasmettendo ai bambini un concetto più ampio e profondo di bellezza.

 

I travestimenti o i trucchi, intesi come giochi non vanno negati!

Bisogna dare spazio alla creatività dei bambini. Giocando con i vestiti, i trucchi e gli accessori di mamma e papà i piccoli  impareranno, con naturalezza e senza imbarazzo, ad ironizzare sulla propria immagine. Tuttavia va “imposto” ai bambini il limite della pubblica immagine che deve essere sempre decorosa: una bimba piccola non può uscire truccata come un’adolescente o come la sua mamma ma può adoperare per gioco e di tanto in tanto i trucchi della madre per immaginare come sarà da grande o per giocare a fare la signora.

Ridete quando vedete i vostri figli indossare magari due maglie o delle pantofole buffe, quando si presentano con un’acconciatura esuberante o un pigiama della nonna. La vostra complicità nei loro giochi li renderà più forti, meno suscettibili e meno influenzabili (ciò anche rispetto alle mode attuali, probabilmente da grandi saranno più liberi e capaci di stabilire un loro look).

 

Non bisogna mai avere paura a dire di no: se nostro figlio vuole un particolare occhiale, un tacco non consono alla sua età, una cintura troppo vistosa, lo smalto per andare a scuola e la mamma o il papà ritengono che la richiesta non sia coerente e adatta al bambino, al piccolo va opposto un costruttivo no, ovviamente corredato delle debite spiegazioni.

 

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