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Come Mangiare per Non Morire di Cancro

3 cose da evitare nella dieta per non ammalarsi di tumore

Gioela Saga

di Gioela Saga

15 Aprile 2014

Molto spesso il mercato alimentare ed alcune false credenze accumulate nel tempo ci fanno fare errori anche  molto gravi nella nostra dieta.

Fondamentalmente vi sono nella nostra alimentazione delle abitudini scorrette, in parte determinate dalla nostra volontà, da peccati di gola di cui siamo consapevoli ma, in parte, anche da errate convinzioni o da mancata informazione. Questi sono ancora più gravi perché, non essendo consapevoli di farli, reiteriamo il processo senza avere la possibilità di cambiare il nostro atteggiamento, finendo con l’ammalarci in modo anche grave.

Il professor Berrino, oncologo presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, da sempre promuove la corretta alimentazione come prezioso strumento per prevenire l’incidenza del cancro.

Ha voluto diffondere e condividere alcune  informazioni molto chiare ed accurate sul alcuni falsi miti alimentari, spiegati in modo molto semplice ed accessibile a tutti nel suo libro “Il cibo dell’uomo”.

Nello specifico vi sono tre categorie alimentari su cui si concentrano delle informazioni sbagliate: cambiare il nostro approccio nei loro confronti potrebbe essere determinante per la nostra salute!

  • Innanzitutto l’alimento che, una volta, si riteneva completo per eccellenza: il latte.

Forse un tempo in cui l’alimentazione era molto povera, soprattutto di proteine animali, il latte di mucca poteva essere considerato indispensabile, inoltre era più facilmente disponibile per tutti, in modo anche “casalingo”.

Oggi, sottolinea il professor Berrino, la nostra alimentazione è talmente completa che il latte spesso diventa una cosa in più che aggiunge solo grassi e ci fa accumulare anche pericolosi fattori di crescita, responsabili dello sviluppo di tumori.

  • Un altro nemico giurato della nostra alimentazione, sostiene il professor Berrino, è lo zucchero.

Purtroppo lo zucchero rende qualsiasi cosa più buona: si potrebbe anche prendere della segatura e aggiungendo un po’ di zucchero mangiarla con gusto!

L’industria alimentare, consapevole di ciò, lo utilizza ovunque, dai piselli in scatola, ai sughi, alle fette biscottate. Lo troviamo anche dove non ci immagineremmo neppure. Non parliamo poi di bevande gassate o succhi di frutta che contengono grosse quantità di zucchero liquido. La frutta è già dolce da sola ma se non è di buona qualità o matura ecco che basta aggiungere lo zucchero e la bevanda diventa buonissima e soprattutto “vendibilissimo”.

Il problema è che spesso beviamo queste bevande, o introduciamo zuccheri, anche quando siamo già sazi o non dobbiamo reintegrare zuccheri persi, rendendo l’accumulo di zuccheri una bomba ad orologeria!

Al mattino se facciamo una colazione ricca di zuccheri, la nostra glicemia sale, il pancreas si mette subito al lavoro per produrre l’insulina necessaria per smaltirla e una volta finito il lavoro richiederà altro zucchero! Ecco perché se mangiamo molti zuccheri ne richiediamo sempre di più e a lungo andare inneschiamo un processo che può scaturire nel diabete.

Una colazione iperzuccherina non fa bene al cervello, anzi, i ragazzi a scuola, dopo un paio di ore diventano irritabili, distratti, nervosi proprio perché entrano in fase ipoglicemica, il corpo chiede altri zuccheri, e così via…

Secondo il professor Berrino sarebbe meglio utilizzare della frutta per dolcificare o il miele ma questo soprattutto nel pomeriggio, dopo aver fatto dell’attività fisica, in modo da rimpiazzare lo zucchero consumato, senza accumularne altro.

  • Altra categoria a rischio sono le proteine, fondamentali per la formazione delle cellule, ne sono i mattoni portanti, tuttavia non bisognerebbe esagerare.

Bisognerebbe essere cauti soprattutto con carne e formaggi che ne contengono in grosse quantità.

Anche in questo caso andiamo incontro a problemi di peso e anche di accumulo di fattori di crescita associate a formazioni tumorali più frequenti. Il professor Berrino consiglia moderazione nel consumarle ed eventualmente assumerle insieme a cereali.

Fonte: Tantasalute

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