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Yara Gambirasio: la Svolta nella Clamorosa Confessione di un Super Testimone

Federica Federico

di Federica Federico

24 Aprile 2014

La svolta del giallo sull’omicidio di Yara Gambirasio è tutta nelle confessioni di un super testimone: Vincenzo B., 76 anni, ex autista di autobus e vecchio amico del deceduto Giuseppe G., il padre biologico di Ignoto1.

Già un anno fa Vincenzo rendeva pubblico un antico segreto di Giuseppe:
attraverso le pagine del settimanale “Giallo” si apprende che Giuseppe tra il 1962 ed il 1963 sarebbe diventato padre di un figlio illegittimo mai riconosciuto e forse nemmeno mai visto. L’uomo aveva una relazione extraconiugale ma di lunga data con una donna di San Lorenzo, frazione  di Rovetta, sempre nella provincia di Bergamo e sempre nell’area vicina a Brembate. L’amante di Giuseppe sarebbe rimasta incinta e per sfuggire ad uno scandalo (di cui anche l’uomo temeva le conseguenze) sarebbe andata a partorire in un orfanotrofio della zona, lì avrebbe poi lasciato il suo bambino.

Giuseppe e la sua misteriosa amante si sarebbero conosciuti in pullman, quindi mentre l’uomo svolgeva il suo lavoro. I due per molto tempo avrebbero intrattenuto una relazione amorosa che sarebbe andata avanti anche dopo il matrimonio di Giuseppe.

La donna sorpresa da una gravidanza inattesa, comprendendo che il suo amante non avrebbe potuto riconoscere il bambino e probabilmente temendo di essere respinta dalla famiglia, prese forse la più triste delle decisioni: abbandonò la sua creatura.

 

Volendo operare una ricostruzione razionale dei fatti, l’ipotesi più papabile è che la presunta mamma di Ignoto1 abbia partorito nell’orfanotrofio di Clausone, struttura che in quegli anni accoglieva le mamme sole e i bimbi abbandonati in quella zone del bergamasco.

 

Oggi tale orfanotrofio non esiste più. Era una struttura sostenuta da religiosi, chi lo gestì in quegli anni dà a tutti una certezza indiscutibile: non è possibile risalire ai parti ed alle nascite avvenute a Clausone!

Non si può quindi risalire all’identità delle mamme e dei bambini di Clausone perché le partorienti e i neonati non venivano registrati, in altre parole il ricovero di donne e bambini nella struttura restava completamente anonimo.

Le voci di paese sono spesso più attendibili di vecchi documenti? A volte sì, ed in questo caso le voci portano a 2 donne soprannominate “la rosa”, una, e “la pastorella”, l’altra.
I carabinieri sospetterebbero in modo particolare di una delle due, di lei i compaesani direbbero che nei primi anni 60 si allontanò dal paese per andare a partorire in un orfanotrofio.

 

L’amante di Giuseppe G. oggi avrebbe circa 70, se fosse viva. Questa donna tra il 1962 ed il 1963 avrebbe dato alla luce un figlio illegittimo che non è mai ritornato a casa con lei? E questo figlio è Ignoto1?

 

Mentre gli esperti in psicologia dicono che è improbabile che questa donna si faccia avanti per raccontare del suo bambino abbandonato, i genetisti lanciano un appello alle autorità: bisogna indagare sulle tracce femminili del Dna rinvenuto sugli indumenti di Yara, quelle tracce porteranno alla madre di Ignoto1.

 

Per avvicinarsi alla verità le autorità debbono trovare l’amante di Giuseppe G., ovvero la presunta mamma di Ignoto1.

Nel Dna isolato sugli indumenti di Yara esiste anche iuna linea femminile di provenienza della traccia genetica e su quella linea non si è mai lavorato (la linea femminile non è stata curata semplicemente perché le ricerche erano volte a trovare un  uomo:
l’assassino maschio di Yara).

Dopo la riesumazione della salma di Giuseppe G., l’esame osseo e la conferma che lui fu certamente il padre biologico dell’assassino di Yara, c’è un’altra novità da non trascurare: i genetisti sono al momento impegnati nell’esame di specifiche sezioni del Dna di ignoto1 con lo scopo di individuare l’eventuale presenza di tratti somatici peculiari.

Teoricamente e in una massima approssimazione ,si può sostenere che si potrebbe arrivare a tracciare un identikit di Ignoto1 partendo dal suo Dna.

Inoltre le indagini genetiche proseguono su una decina di peli rinvenuti sul corpo di Yara.

Non c’è da stupirsi se tali esami sono ancora in corso, approfondimenti genetici come questi non solo sono lunghi ma risultano oltremodo complessi.

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