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Screening Neonatali: un Semplice Test che Potrebbe Salvare Molti Neonati

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

02 Maggio 2014

In Italia la legge sullo screening neonatale indica che ai bambini appena nati vengano somministrate delle analisi per scongiurare malattie gravi che possono portare disabilità o addirittura morte.

Fino ad oggi gli screening neonatali obbligatori erano per tre patologie, ovvero ipotiroidismo congenito, fibrosi cistica e fenilchetonuria.

In alcune regioni poi si concedevano ai piccoli anche analisi metaboliche allargate per altre patologie.

Da quest’anno però, con la legge di Stabilità per il 2014 (art. 1 comma 229) questo “allargamento” è divenuto obbligatorio su tutto il territorio nazionale.

Purtroppo però l’applicazione della legge passa per un decreto attuativo del Ministero della salute, cosa che ancora, e siamo a maggio, non è avvenuta.

La legge di Stabilità ha stanziato per questi screening 5 milioni di euro, che se non impiegati entro la fine del 2014 verranno destinati a diversi scopi, e questo tutto a svantaggio dei 500 mila bambini che ogni anno nascono in Italia, di cui solo un quarto ricevono screening metabolici allargati.

Paradossalmente la garanzia della salute in Italia è diversa a seconda della regione in cui si nasce.

Manuela Vaccarotto, vicepresidente di Aismme (l’Associazione italiana sostegno malattie metaboliche ereditarie onlus) dice:

“Non essendoci finora l’obbligo dello screening metabolico allargato, solo poche Regioni hanno scelto di offrirlo. Così, alcune, come la Toscana, lo prevedono per più di quaranta malattie; altre, come l’Emilia Romagna, per circa venti. Altre ancora sono ferme alle tre malattie previste dalla legge e qualche Regione non prevede nemmeno tutti i tre test già obbligatori da anni”.

Di cosa stiamo parlando?

 

Di un test che costa circa un euro per ogni malattia indagata, ovvero un totale di meno di venti euro a bambino, test che farebbero la differenza, e che potrebbero salvare molti da patologie gravi.

Una volta diagnosticata una di queste patologie il bambino potrebbe essere sottoposto a dei controlli, e intervenire con terapie adatte, che potrebbero risolversi anche soltanto in dieta appropriata o semplici accorgimenti, ma che garantirebbero di vivere una vita normale.

Gli screening inoltre, oltre a scongiurare disturbi neurologici definitivi potrebbero anche evitare le morti in culla, che contano ogni anno in Italia circa 300 vittime.

 

 

Fonte: corriere della sera

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